A cura della Redazione
Pompei. Dal primo aprile al via la ricetta elettronica Una signora anziana di Pompei, che aveva riportato una micro frattura al piede a seguito di un trauma, è stata dimessa dall’ortopedico dell’Ospeadale Civile di Castellammare di Stabia dove la medesima si era recata per il pronto soccorso a seguito di un incidente casalingo. Alla signora, dopo gli accertamenti sanitari e la visita ortopedica, è stata formulata la diagnosi di frattura e prescritto un tutore in gesso. E’ stato lasciato a carico dei familiari il disbrigo burocratico (prescrizione del medico di famiglia e prenotazione dell’intervento di applicazione del gesso) di pratiche da concludere prima dell’intervento, per cui sarebbe stato necessario nuovamente l’impegno della figlia dell’anziana infortunata per accompagnarla in automobile dal domicilio di Pompei all’ospedale stabiese. L’argomento è stato oggetto di conversazione della clientela di una nota farmacia di Pompei, che faceva la fila nell’attesa di ritirare i medicinali. La burocrazia spesso è la causa maggiore della mala sanità, molto frequentemente aumenta i disagi di persone che invece andrebbero aiutate. L’avvio per tutto il territorio della ricetta elettronica al primo aprile ha riacceso la speranza nel miglioramento delle cose, ma i riflettori si sono spenti immediatamente quando si è saputo che i vantaggi vanno esclusivamente alla pubblica amministrazione. Alcuni medici di famiglia di Pompei sono partiti in anticipo rispetto ad altri. L’utenza ha certamente notato l’utilizzo di ricette bianche al posto di quelle rosse di prima. La novità al momento starebbe proprio nel risparmio del costo di stampa e circolazione delle ricette rosse a cui è collegata una trasmissione cartacea (e non telematica) dei dati che, dal primo aprile, saranno trasmessi dalle farmacie a mezzo computer cliccando il dato a favore del Ministero delle Finanze (MIF) con risparmio di tempi e di costi. La nuova procedura mette in grado l’Organismo governativo di monitorare sulle esenzioni di ticket per cui si riduce il margine di evasione a questo contributo sanitario. Attenzione, però, da un punto di vista pratico, non cambia quasi niente per l’utente. In poche parole restano le fila dal medico di famiglia (per la prescrizione) e nelle farmacie (nelle ore di punta). Qualche beneficio potrà arrivare all’utente, alla fine, con la tessera sanitaria elettronica perché ogni cittadino porterà in giro, su un chip, i dati riassuntivi della propria scheda sanitaria (patologie, esami e farmaci abituali) che potranno essere immediatamente consultati in casi di urgenza (come per esempio ricoveri in pronto soccorso). MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2