A cura della Redazione
Pompei. Scavi, ancora smottamenti. Cede terreno di un giardino Le forti piogge di questi ultimi giorni non hanno risparmiato Pompei, dove il centro moderno, costellato di buche profonde, ha una delle sue principali arterie commerciali di collegamento intercomprensoriale che sta sprofondando nel fiume Sarno, mentre negli scavi archeologici smottano i giardini in declivio delle domus. La dirigenza della Soprintendenza ha stipulato una convenzione con i vigili del fuoco per intervenire in alcune aree interne a maggior pericolo. Nel sito archeologico i custodi stamane hanno rilevato lo smottamento del terreno del giardino della Casa di Severus (VIII 2, 30) lungo il costone roccioso meridionale del parco. «Il cedimento del terreno - si legge nel comunicato della Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia - ha interessato parte del muro di contenimento del giardino, sovrapposto al banco lavico del costone. L’area interessata dallo smottamento è inserita nel programma di messa in sicurezza della Regio VIII previsto dal Grande Progetto Pompei. Tutti i fronti di scavo dell’area archeologica - riferisce ancora la nota - sono oggetto di particolare attenzione da parte della Soprintendenza che sta avviando una convenzione con i vigili del fuoco al fine di intervenire su aree impervie e a rischio come quella danneggiata oggi 4 febbraio». L’area del giardino della Casa di Severus è già interdetta alle visite turistiche. Sul luogo, assente il soprintendente Massimo Osanna, sono accorsi alcuni suoi diretti collaboratori per la verifica del danno e la programmazione dei primi interventi di manutenzione ordinaria sempre dopo il reperimento della mano d’opera. Proprio oggi i carabinieri del Nucleo tutela beni culturali hanno effettuato ben 147 perquisizioni per il sequestro di reperti archeologici tra i quali alcuni sembrerebbero provenire dall’area vesuviana, territorio del contesto archeologico di Pompei. Secondo le prime notizie, però, non si tratterebbe di materiale rubato negli Scavi di Pompei o negli altri siti archeologici vesuviani (Ercolano, Stabia, Oplonti, Boscoreale). MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2