A cura della Redazione
Boscoreale. Presentazione del saggio politico di Marafioti "La politica tra voglia di cambiamento e l’ombra dei desapercidos" è il titolo del saggio di Dino Marafioti, con prefazione di Marcello Curzio, docente universitario e giornalista, che sarà presentato venerdì 23 gennaio alle ore 18:00 presso il teatrino della scuola di via Francesco Cangemi. Dino Marafioti, primario ginecologo in quiescenza, navigato, illuminato e sanguigno politico di lungo corso, socialista della prima ora, ultimo segretario del circolo Pd di Boscoreale, con il suo scritto, frutto dell’amore per la politica, analizza le infinite disfunzioni ancora esistenti nel tessuto politico locale e nazionale. Dino Marafioti definisce il suo lavoro “un atto d’amore di un “nostalgico Riformista” che registra, ancora oggi, condizioni di vita e mentalità gestionali barbariche” e auspica che “I veri progressisti si sveglino e, dopo una severa autocritica, si rimbocchino le maniche e aiutino l’unico uomo nuovo, coraggioso e decisionista, cioè Matteo Renzi”. Il saggio si snoda attraverso un percorso storico del suo vissuto politico degli ultimi quarant’anni, arricchito anche da un lucido esame dell’attuale stato della politica locale e nazionale, non lesinando critiche e indicando anche percorsi da seguire per migliorare il nostro Paese. A chi gli chiede perché il titolo del suo testo fa riferimento ai “desaparecidos”, spiega che “storpiandone il senso”, intende per tali quei “disperati del potere”, gentaglia avvezza al proprio esasperato egoismo e affarismo”; “quella gente disonesta, avida di denaro, ipocrita, menzognera e guerrafondaia per egoismo di parte, cioè quei politici del nostro Paese che negli ultimi decenni hanno calpestato e disonorato la dignità degli Italiani”. Una cosa però tiene a precisare Dino Marafioti, “auspico che quanti mi onoreranno di leggere questo manoscritto siano seri lettori e non miopi e riduttivi, poiché il mio approccio alle tematiche trattate, con coraggio e la determinazione che da sempre mi contraddistingue, è stato asettico”. Antonio D´Errico