A cura della Redazione
Pompei. Scavi, custodi: accordo Soprintendenza-sindacati Fumata bianca a Villa dei Misteri. E’ stato finalmente siglato un accordo tra il soprintendente Massimo Osanna e le rappresentanze sindacali dei custodi che operano presso gli scavi di Pompei, Oplontis, Castellammare di Stabia, Ercolano e Boscoreale. Un risultato positivo perché il clima di pace aziendale dovrebbe migliorare la produttività all’interno del parco archeologico più visitato d’Italia. Nel senso che non dovrebbero aver seguito le assemblee sindacali proclamate senza preavviso utile per le comitive di turisti che arrivano dall’estero (o in crociera o su bus). E’ stato ratificato l’accordo sulla riorganizzazione del servizio di vigilanza nei siti archeologici vesuviani dopo una serie di riunioni in cui è prevalso un clima di piena collaborazione: stabilito un criterio di razionalizzazione delle risorse umane che consentirà per il futuro le migliore ed una più funzionale gestione dei turni dei custodi. La redistribuzione delle squadre ha interessato il personale di vigilanza in servizio in tutti i siti archeologici della Soprintendenza. Il criterio di base è stato quello di garantire carichi di lavoro equivalenti tra le varie squadre ai cui elementi sonno stati assegnati compiti specifici, prevedendo anche la definizione di compiti dei coordinatori; la compresenza di due coordinatori per il turno antimeridiano e pomeridiano, con una rotazione, in via sperimentale, degli stessi su base semestrale; la ridefinizione delle squadre di vigilanza notturna con recupero di risorse di unità lavorative, da utilizzare nei turni diurni. Prevista anche la riorganizzazione della sala regia. L’accordo in questione - secondo un comunicato della Soprintendenza di Pompei, Ercolano e Stabia - è stato pienamente condiviso da tutte le sigle sindacali presenti.«E’ un passo in più verso una migliore tutela e fruizione dei siti vesuviani - ha dichiarato il Soprintendente Massimo Osanna – anche nel pieno rispetto delle aspettative dei lavoratori degli scavi che vedono meglio ridistribuito il loro carico di lavoro su aree archeologiche, come ben noto, estremamente vaste». MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2