A cura della Redazione
Pompei. Don Vincenzo Sanzone, parroco di frontiera: "Periferie abbandonate" Non si perde d’animo e va in televisione (sul Tg3) don Vincenzo Sanzone. L’anziano parroco di Fontanelle, un quartiere di frontiera tra Castellammare di Stabia e Pompei, è apparso oggi in tv per lamentarsi a nome dei parrocchiani dei continui allagamenti in questo mese di piogge abbondanti. “A Pompei mancano mentre a Castellammare le fognature non funzionano”. E’ la frase che ripete instancabilmente da molti anni alle diverse generazioni politiche che si sono avvicendate al governo dei due centri urbani confinanti, con il difetto in comune di disinteressarsi totalmente del rione di Fontanelle dove 50 anni fa è nata la Chiesa dedicata a Santa Maria Goretti. La storia di quella chiesa è parallela al suo sacerdozio dove il territorio era (ed in parte è rimasto) “nel più completo abbandono, sia civilmente che religiosamente”. Gli fu affidato, come ricorda lui stesso, un compito non facile perché si trattava di mettersi all’opera per impiantare la chiesa, “non una qualsiasi chiesa fai da te, stazione di servizio o peggio ancora una sorta di bottega dove si va a comprare determinati servizi e dove all’ombra del campanile e nel nome di Cristo spesso si permettono e si coltivano interessi particolari con lo sfruttamento del sacro a fini commerciali”. Inutile commentare le sue parole. Si capisce subito che si tratta di un prete scomodo. Tale è stato nei confronti dei politici, dei parrocchiani (specie quando ha gestito Messigno insieme a Fontanelle), ed in qualche caso nei confronti dello stesso ambiente ecclesiastico, perché è senza mezze misure. Se deve operare prr bene materiale e morale dei suoi parrocchiani non si ferma davanti a niente. “Forte e determinato è stato l’impegno per dare vita ad una chiesa vera, fatta da persone unite nel nome di Gesù in cammino verso la stessa meta e impegnate a vivere in comunione per creare una realtà così bella e così viva da affascinare i cosiddetti lontani, convinto da sempre che non sono le parole, le chiacchiere o l’organizzazione a convertire ma i fatti, secondo l’assioma del beato Paolo VI “più che di maestri oggi il mondo ha bisogno di testimoni”. Chi frequenta a Fontanelle la parrocchia di don Vincenzo sa bene che è un luogo dove si opera per il bene della comunità, materiale e morale, senza sprechi e soprattutto senza cedimenti verso i prepotenti e gli accattoni di turno. “I fiori per i matrimoni li procuro io stesso per evitare che i fiorai facciano speculazioni “. Usa dire aggiungendo che suggerisce ai giovani sposi di evitare la spesa per le partecipazioni. “Tanto sono io stesso ad informare dall’altare la comunità locale”. Quando è accaduto, nella periferia sud di Pompei, il tragico incidente in cui, proprio di questi tempi, l’anno scorso, hanno perso la vita due donne (madre e figlia, precipitando e morendo nel Sarno a seguito di uno scontro automobilistico ma anche a causa del grave degrado della strada), fu lui a tuonare. “L’avevo detto che prima o poi sarebbe successa una disgrazia”. Era l’unico, a Pompei, che poteva permettersi un monito di tal genere. Ne ha tutta l’autorità morale. MARIO CARDONE Twitter: @mariocardone2