A cura della Redazione
C.mare di Stabia. Concluso lo Stabia Teatro Festival Una festa del teatro e della buona musica. È stato questo, ieri sera nel Teatro Supercinema di Castellammare, la serata conclusiva dello Stabia Teatro Festival 2014, la kermesse di teatro e letteratura promossa dal drammaturgo e poeta Luca Nasuto, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale stabiese, e nata in collaborazione con l’Associazione Culturale «Achille Basile. Le ali della lettura» guidata da Maria Carmen Matarazzo. Il Gala finale è stato aperto a mo’ di esergo da Il sesso del teatro, breve partitura in versi di Luca Nasuto, interpretata da Cristina Donadio. La serata ha visto poi la proclamazione dei vincitori del «Ruccello-Premio di Drammaturgia», istituito quest’anno dallo Stabia Teatro Festival e coordinato da Monica Citarella. Rivolto alla figura dell’autore teatrale, il «Ruccello-Premio di Drammaturgia» prevede l’assegnazione di tre riconoscimenti: Premio Autore di rappresentati, Premio Autore emergente e Premio Speciale del Coordinamento dello Stabia Teatro Festival. I vincitori sono stati individuati, per le prime due categorie, da una giuria presieduta da Giulio Baffi, critico teatrale de La Repubblica e presidente dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro, affiancato da Carlo de Nonno (Presidente Onorario), musicista e stretto collaboratore di Annibale Ruccello; Francesco De Cristofaro, docente di Letteratura comparata dell’Università Federico II; Stefano de Stefano, critico teatrale de Il Corriere del Mezzogiorno; Armida Parisi, caporedattore culturale del Roma; Pasquale Sabbatino, coordinatore del Master in Drammaturgia e Cinematografia della Federico II; Giuseppina Scognamiglio, docente di Letteratura Teatrale Italiana dell’ateneo federiciano. Il Premio Autore di testi rappresentati è stato conferito a Fortunato Calvino, una delle voci più alte del panorama teatrale partenopeo che nel suo lungo percorso di scrittore ha saputo raccontare storie di camorra e malaffare così come di sentimenti forti alla luce di una vibrante tensione etica. «Teatro civile quello di Calvino, ma anche teatro delle passioni, scandaglio di sentimenti, di incontri, di contraddizioni, costruito con emozionato rigore» – si legge nella motivazione – «Così i suoi travestiti, i suoi giovani prostituti, le donne di camorra, le vittime dell´usura, i killer, le famiglie devastate ed i poveri cristi bugiardi in una quotidianità mortificata vivono, come spiati e non del tutto inventati, popolando un teatro che sa intercettare curiosità e comportamenti, in cui la fisicità, lo squallore, l´eroismo, si trasformano nelle parole dure e sicure, nella dolcezza negata, nella sconfitta, nelle passioni, negli incontri delusi dei suoi personaggi credibili e veri». Alla giovane Angela Di Maso è andato invece il Premio Autore Emergente. Figura eclettica di drammaturga, regista, critico teatrale, musicista, la Di Maso si distingue per una drammaturgia che – recita la motivazione – «riesce sia a declinare in maniera originale temi delicati ed attuali quali la sterilità di coppia come nel testo Il catalogo, sia a tradurre suggestive atmosfere del passato attraverso un linguaggio che unisce erotismo e misticismo, come in Ecce Virgo. Le sue eroine si muovono in una scena minimale spesso agitate, come nella tragedia classica, da una colpa ancestrale, nell’attesa sapientemente costruita di una confessione che centellina peccati antichi e desideri mai sopiti, e di una catarsi affidata ad un finale a effetto». Il Premio Speciale del Coordinamento è stato assegnato alla memoria di Franco Autiero, che cominciò la sua avventura teatrale proprio con Il Carro di Annibale Ruccello. Noto soprattutto per aver firmato le scenografie di tutti gli spettacoli di quest’ultimo, Autiero è stato anche un pregevole storico dell’arte e un drammaturgo prolifico. «Nella sua ricca e in gran parte inedita produzione drammaturgica, che affonda le sue radici nella tradizione degli studi di antropologia culturale campana, Franco Autiero ha saputo plasmare un universo affascinante, popolato di misteriche e misteriose visioni surreali, sospese in un’arcana atmosfera di mondo alla rovescia» – si legge nella motivazione – «La sua lingua teatrale si caratterizza per la raffinata ricerca di musicalità e assonanze, costruendo affabulazioni oniriche che avvolgono lo spettatore nelle spire di un viaggio interiore, toccando punte di lirismo come nel monologo delle vie del mare del testo Espiantati, e lasciando filtrare il senso della bellezza nel continuo riferimento alle arti visive». La designazione dei vincitori è avvenuta sulla base di criteri ispirati ad alcuni tratti salienti della drammaturgia ruccelliana, in primis l’attenzione alla lingua e ai linguaggi e il rapporto di coesione della scrittura con le altre componenti performative del fatto teatrale (regia, scenografia, musica ecc..). «Questo Premio» – ha dichiarato il Coordinamento dello Stabia Teatro Festival – «è nato con l’obiettivo ambizioso di far rivivere Annibale Ruccello promuovendo la scrittura drammaturgica di qualità, valorizzando e infondendo fiducia ai giovani autori che si affacciano sulla scena ed impegnando la creatività e l’esperienza per fare man mano della città di Ruccello un osservatorio della drammaturgia nazionale. Una sfida, insomma, in cui ci impegneremo anno per anno perché questo ci sembra il modo migliore per ricordare Annibale e il suo legame profondo e complesso con Castellammare». In chiusura della serata Pietra Montecorvino ha regalato le suggestioni di un concerto che ha unito brani originali e classici della tradizione partenopea rivisitati attraverso nuove sonorità mediterranee, muovendosi tra una platea gremita e percorsa dall’emozione di una grande festa dedicata ad Annibale Ruccello.