A cura della Redazione
Pompei. Il caso Sica discusso in Consiglio comunale Si riparte da tre al Comune di Pompei. Tre sono (fino ad oggi) le “espulsioni” di tecnici “eccellenti” nella giunta comunale con bollino Uliano. Lui (il sindaco del centro mariano) prosegue imperturbabile il suo percorso: “Che c’è di strano? Sica è una persona per bene. Ne ero convinto prima (di nominarlo) e lo sono adesso – ha spiegato davanti all’assemblea dei consiglieri comunali – solo che ora è venuta a mancare la fiducia nei suoi confronti”. Gallo a nome dell’opposizione (preoccupato dagli allarmi della stampa) ha chiesto di avere una copia della relazione di Sica prima dell’inizio dei lavori. Conforti ha immediatamente parlato di sciacallaggio ma Gallo è stato lo stesso accontentato. A sua volta Robetti ha abilmente “girato la frittata”. “Presidente Sorrentino (ha detto ivolto al presidente dell’assise comunale) come si è conclusa la corrispondenza con la segreteria provinciale del Partito Democratico riguardo al riconoscimento del gruppo consiliare a presidenza Gallo?". Apriti cielo ! La provocazione ha raggiunto il segno. Sono partite immediatamente le invettive di Gallo (e gemello) contro l’intromissione di esterni nella vita di partito (ma di quale vita si parla?). Ma l’ordine del giorno non era sui debiti fuori bilancio e l’assestamento? Qualcuno finalmente se ne è ricordato. E’ partita, a quel punto, una serie di domande, da parte dei consiglieri comunali, rivolte ai dirigenti, sulla storia dei debiti da inserire a bilancio (con il loro tardivo pagamento). Parliamo di quesiti che potevano essere posti a tempo debito. Vale a dire nelle apposite commissioni. In ogni caso una serie di spiegazioni (specie su “Insigne (ndr, il consigliere voleva evidentemente dire insidie e trabocchetti”) sono servite a far intendere che il Comune di Pompei spende ogni anno un mare di soldi per ritardi, incompetenze. errori e/o responsabilità di terzi dentro o fuori l’amministrazione (funzionari, commissari prefettizi e persino tesorieri). Chi ha memoria storica ricorda che ad ogni consiglio comunale su questi argomenti si recita la promessa solenne di non ripetere gli stessi errori in futuro. Invece non cambia niente. Le cose continueranno a proseguire sullo stesso binario fino a quando la Corte dei Conti non manderà il conto a qualche amministratore politico o funzionario comunale). Tra l’altro è tornato d’attualità il tormentone delle strisce bianche che mancano (a ragione o a torto) nel centro storico e che il giudice di pace richiama nelle sentenze che condannano il Comune di Pompei a ritirare le multe elevate per soste abusive nelle strisce blu. Al voto sul bilancio è uscita dall’aula tutta la minoranza (tranne la consigliera Andreina Esposito che aveva pensato bene di restarsene a casa). Sui debiti fuori bilancio, nei casi di sentenze esecutive, capita che parte della minoranza offra la propria collaborazione (anche se la Padulosi non ha mancato di sottolineare casi in cui il Comune paga tre volte il debito originario). Su un bilancio non c’è solidarietà che tenga. Troppe sono le riserve e molti i sospetti, lievitati dopo la relazione di Sica che il presidente dell´Osservatorio sulla Legalità, Diego Marmo, avrebbe letto con attenzione. MARIO CARDONE Twitter: @mariocardone2