A cura della Redazione
Pompei. L´arrivo delle spoglie mortali di S. Maria Goretti Il 30 novembre arriva a Fontanelle, quartiere popolare dell’estrema periferia sud di Pompei, l’urna con le spoglie mortali di Santa Maria Goretti. L’evento coincide con la ricorrenza del cinquantesimo anniversario della fondazione della Chiesa dedicata alla Santa, punto di riferimento civile e religioso di un rione della periferia e diviso a metà tra i comuni di Castellammare di Stabia e Pompei. Alle ore 16. 30 di domenica 30 novembre sarà accolta dagli abitanti del territorio l’urna con le spoglie mortali della vergine martire Maria Goretti, protettrice delle vittime degli abusi sessuali. Una processione accompagnerà l’urna fino alla Chiesa lungo via Fontanelle, via San Benedetto, via vecchia Fontanelle, traversa Lattaro e di nuovo via Fontanelle. I resti mortali della Santa ritornano dopo l’evento dell’ottobre 2004, quando furono accolti con intensa partecipazione religiosa dagli abitanti del quartiere. Giunsero a Pompei per la prima volta in Campania. Questa volta resteranno dal 30 novembre fino al 4 dicembre. Periodo nel quale è previsto un fitto calendario di cerimonie liturgiche e religiose (messe e processioni) nelle quali sarà coinvolto, in segno di fraterna riconciliazione, anche il vicino quartiere di Messigno. Fontanelle e Messigno hanno avuto momenti di chiacchiere, gelosie e rivalità nel corso della recente cronaca della creazione di un’unica parrocchia a Messigno, che comprendeva anche la Chiesa di Santa Maria Goretti (ora le parrocchie sono diventate due, una per ogni rione). «In questi giorni siamo tutti invitati a rispecchiarci in lei (Santa Maria Goretti, ndr) nella sua bellezza e con lei chiedere la forza ed il coraggio di andare controcorrente per rimanere radicati nel Cristo e nel suo Vangelo da accogliere e vivere nella piena fedeltà senza sconti e senza compromessi». Dichiara don Vincenzo Sanzone, il sacerdote che è stato il protagonista di questi cinquant´anni di questa storia cosiddetta minore, che rappresenta al contrario una testimonia esemplare di religiosità autentica della comunità pompeiana. «Nel ringraziare il Signore per quanto ha operato in noi e per noi in questi cinquant´anni di storia, saluto con affetto quanti ho incontrato lungo il cammino e invocando per tutti la materna protezione di Maria, nostra dolcissima Mamma, e il coraggio della nostra Marietta, piccolo fiore di campo, vi benedico di cuore». Conclude don Sanzone che, come lui stesso ricorda, si è sempre impegnato nella sua lunga e non facile missione per dar vita ad «una chiesa vera, fatta da persone unite nel nome di Gesù in cammino verso la stessa meta e impegnate a vivere in comunione per creare una realtà così bella e così viva da affascinare i cosiddetti lontani». MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2