A cura della Redazione
Pompei. Commissioni consiliari, si rischia la crisi istituzionale L’ostruzionismo regolamentare del gruppo di minoranza che fa capo a Franco Gallo, insiste sull’argomento della tempestiva costituzione delle commissioni consiliari. Loro avrebbero voluto anticiparle (e metterle in funzione) in tempo per la delibera sulla manovra degli equilibri di bilancio, mentre la maggioranza di Uliano si è mossa su questo versante (convinta di operare nel rispetto delle regole) 40 giorni dopo la modifica del regolamento. E’ una guerra di cavilli regolamentari che la gente comune fa fatica ad intendere. In ogni caso essa induce da una parte Gallo e compagni a denunciare che tutto ciò che è stato finora deliberato nell’assise pompeiana è nullo. Se ne deduce (Gallo non l’ha detto ma è a questo che intende arrivare) che il consiglio comunale si dovrebbe sciogliere perché sarebbe invalida anche la manovra di bilancio che ha come termine ultimo la fine di settembre. Sul versante opposto, il presidente del consiglio comunale, Dino Sorrentino, si è rammaricato perché il gruppo consiliare d’opposizione più intransigente sta facendo perdere tempo prezioso alla compagine amministrativa, «che se non impegnata in inutili polemiche avrebbe potuto produrre più iniziative a favore dei cittadini». In altre parole, riguardo alle commissioni, il Consiglio è partito con l’intento della spending review per pervenire, al contrario, allo... spending time. Il rifiuto del capogruppo Francesco Gallo di nominare i componenti delle commissioni consiliari sulla base della disposizione regolamentare che ne riduce l’organico, parallelamente alla nuova configurazione del Consiglio plenario ridotto da 20 a 16 consiglieri comunali, ha indotto il presidente Raimondo Sorrentino a sostituire la sua funzione (alla luce del medesimo regolamento) nella nomina dei componenti di minoranza. Precisato che l’opposizione ha tutto il diritto di astenersi da atti e da consessi che non ritiene legittimi, che ogni forma di ostruzionismo è lecita se motivata dalla difesa degli interessi della comunità locale, resta in piedi il principio di diritto, altrettanto valido, secondo cui ognuno si assume tutte le responsabilità delle sue azioni sia sul piano politico che su quello dell’ordinamento normativo. In poche parole organi di controllo (come la Prefettura) sono chiamati, per l´appunto, a controllare costantemente l’operato della maggioranza su un piano di legittimità, ma anche quello della minoranza riguardo al merito delle iniziative messe in campo, considerato il pericolo eventuale d’instabilità delle istituzioni sulla base di oscuri disegni. Detto questo, sembrerebbe che sul piano politico la formazione di Gallo si stia mettendo fuori dal gioco (consapevolmente o inconsapevolmente) con le sue stesse mani (a meno di un improbabile intervento superiore) perché, dal momento che è stato dichiarato il rifiuto di nominare i membri delle commissioni consiliari, non è pensabile di parteciparvi dopo “precettazione”. Sempre sul filo dello stesso ragionamento potrebbe essere inopportuno partecipare (per i consiglieri del gruppo Gallo) al voto di delibere che non sono passate al vaglio preventivo di commissioni condivise. E’ il classico caso del cane (nel nostro caso il... Gallo) che si mangia la coda. MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2