A cura della Redazione
Pompei. "Garanzia Giovani", lotta alla disoccupazione Il Comune di Pompei aderisce al bando Garanzia Giovani rivolto alle pubbliche amministrazioni. Una misura contenuta nel Piano Europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile che offre agli enti locali la possibilità di attivare tirocini, regolarmente retribuiti, per ragazzi dai 15 ai 29 anni. Attraverso il bando, la Regione Campania ha stanziato 30 milioni di euro per fare in modo che i ragazzi possano godere di un´esperienza diretta nelle Pubbliche Amministrazioni. Per ognuno di loro è prevista una retribuzione di 500 euro, a carico della Regione, per un periodo massimo di sei mesi. Alla cifra già appostata, la Regione aggiungerà altri 100 milioni di euro. La delibera liquidata, questa mattina, dall´esecutivo Uliano è finalizzata alla realizzazione di un’alternanza tra studio e lavoro nell´ambito dei processi formativi, nonché ad agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro. In quest’ottica, e se il comune di Pompei risulterà tra gli assegnatari del bando, verranno promossi tirocini formativi e di orientamento a favore di soggetti che abbiano già assolto l´obbligo scolastico, accrescendoli professionalmente. “In un periodo di forte crisi occupazionale che scarica, soprattutto, sui giovani le sue conseguenze peggiori, il Comune di Pompei non poteva non tentare questa strada - afferma il primo cittadino Nando Uliano -. Io e la mia giunta abbiamo deciso di candidare la città di Pompei al bando ‘Garanzia Giovani’ per offrire un’opportunità di crescita e formazione ai nostri ragazzi e non solo. In fondo questa è anche una forma di sostegno alle famiglie perché il contributo che riusciremo a dare ai giovani stagisti sarà un contributo indiretto anche per i rispettivi nuclei familiari, i cui bilanci verranno integrati o comunque parzialmente alleggeriti. Se rientreremo nel bando, ai giovani pompeiani verrà restituita la dignità che solo il lavoro riesce a dare. Le loro capacità verranno valorizzate e in alcuni casi incrementate, introducendoli in un mercato del lavoro sempre più stagnante”.