A cura della Redazione
Pompei. Casa di riposo "Borrelli", vero e proprio pasticcio Toccherà forse al Comune di Pompei procedere all’assunzione dei dipendenti, con specifiche mansioni professionali, che ancora mancano nell’organico della Casa di Riposo Borrelli, considerato che la società cooperativa di Aversa, vincitrice della gara d’appalto, ha abbandonato l’incarico mentre alcune specifiche figure professionali (al momento mancanti) sembrano indispensabili ai fini del rinnovo della convenzione con la Regione Campania. Siamo sul terreno delle ipotesi in cui si muove a tentoni l’amministrazione Uliano, che ha ereditato dal commissario prefettizio un mix di materiale esplosivo che riguarda non solo l’organico ma praticamente tutto il complesso aziendale, tradotto nella società comunale Aspide, che si è costituito sulla base del lascito ereditario della signora Concetta D’Arienzo. Fu lei, infatti, ad avere la nobile intuizione (se ne sarà pentita nell’altro mondo) di mettere a disposizione rendite, beni immobili e cespiti fondiari per la fondazione di una casa di riposo destinata ad accogliere gli anziani pompeiani sforniti di mezzi necessari alla loro assistenza. Le intenzioni della vedova di Vincenzo Borrelli erano precise: la casa avrebbe dovuto accogliere i poveri di Pompei. Avrebbe fatto i conti con l’ambiente di approfittatori che, salvo le dovute eccezioni, ha dilapidato nel tempo il patrimonio ricevuto perché le cose sono precipitate su un piano inclinato. Affarismo, incapacità gestionale, accattonaggio e burocratismo. Il tutto condito dalla solita ingordigia dei politici di turno. Il risultato finale è sotto gli occhi di tutti. La cronaca racconta che alcuni anni fa un assessore aveva utilizzato alcune stanze della palazzina Borrelli per l’allevamento dei suoi cani da caccia. E’ tutto dire. Successivamente le cose non sono migliorate. Il risultato? Bilanci in arretrato, fondo pensione per i quattordici dipendenti mancante, buco finanziario ancora incerto (non inferiore a 400 mila euro), mancanza di una direzione motivata e di un coerente piano di gestione. Non basta? Allora riferiamo che vige un vero e proprio caos nei rapporti interni alla Casa, e tra questa e il Comune. I dipendenti sono in agitazione permanente e gli anziani ospiti della Casa di riposo sono esasperati e depressi. Per dire le cose nella giusta misura, se non si interviene per tempo con provvedimenti efficaci e tempestivi di finanza ed organizzazione aziendale, c’è il rischio di chiudere questa meritevole attività prima di quanto si pensi. Magari vendendo la case (degradate e in parte occupate abusivamente) lasciate dalla D’Arienzo per pagare i debiti che si sono accumulati nei vari stadi amministrativi pregressi. I responsabili? Come sempre tutti e nessuno. Una cosa è certa. Pare che l’Amministrazione in carica sia determinata ad approntare un dossier da mettere a disposizione della Corte dei Conti con l’intenzione (giustificabile) di separare le proprie responsabilità da quelle precedenti. Sono al lavoro i dirigenti dei settori finanze e servizi sociali del Comune. Ma non sono gli stessi di prima? Detto questo, bisogna stilare un progetto. Uliano ha ingaggiato un tecnico di Torre Annunziata (Enzo Sica) come assessore, mentre ne ha uno pompeiano al settore finanziario. Forse sarà il caso di metterli alla prova al fine di avviare quanto meno una gestione provvisoria plausibile. Una gestione che non aumenti il danno ed il disordine attuale, nell’attesa di decidere il da fare. MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2