A cura della Redazione
Pompei. L´eruzione del Vesuvio che distrusse la città antica Il 24 agosto 2014 è una ricorrenza terribile per Pompei, che nello stesso tempo ha reso famosa questa città che 1.935 anni fa trascorse il suo ultimo giorno di vita a causa dall’eruzione del Vesuvio (79 d.C) che la fece sparire dalla faccia della terra per circa 1.700 anni (dopo riemerse magicamente) insieme alle rovine di Ercolano, Oplonti (oggi Torre Annunziata) e di Stabia (oggi Castellammare di Stabia). Il 24 agosto 2014 sono 1.935 anni dall’eruzione del 79 d.C., un anniversario che ricorda la più terribile eruzione che abbia generato il Vesuvio, che provocò morte e la distruzione intorno al suo cratere ma che, nello stesso tempo, ha lasciato in eredità all’umanità intera il più grande documento storico del mondo (patrimonio Unesco), ponendo le basi della rinomanza mondiale della Città di Pompei, che è diventata, per numero di visitatori, il più famoso richiamo turistico archeologico d’Italia (insieme al Colosseo). La ricorrenza del 24 agosto, fa presente il sindacalista dei dipendenti della soprintendenza archeologica di Pompei, Antonio Pepe, é quasi sempre dimenticata dalle autorità civili mentre tutto il territorio vesuviano dovrebbe inserire quella data tra quelle commemorative di maggior fondamento della storia locale. Parte, pertanto, dalla società civile di Pompei un caldo invito al suo primo cittadino ed alla sua giunta di istituire per quella data una ricorrenza civile che possa essere ricordata adeguatamente (con convegni e celebrazioni) nel Palazzo di Governo di Pompei moderna e nelle aule scolastiche perché i pompeiani hanno il privilegio ma anche la responsabilità di essere i custodi di un ineguagliabile patrimonio culturale che appartiene ad ogni essere umano. Pepe propone di consentire ai visitatori, nella data del 24 agosto, l’ingresso libero al parco archeologico di Pompei. L’occasione per meditare sulla grandezza di una civiltà (quella romana) e le conseguenze di una catastrofe che sono ancora oggi un triste monito agli abitanti del territorio vesuviano. L’evento del 24 agosto è stato fino ad oggi celebrato solo due volte (nel corso del commissariamento di Governo di centro destra). Il 24 agosto del 2009, per iniziativa dell’ex Prefetto Renato Profili. Successivamente per iniziativa del commissario Marcello Fiori nel 2010. I due dirigenti dello Stato, nel periodo, si avvicendarono nell’incarico di Commissario Straordinario per l’area archeologica di Pompei. In quelle due date i Cittadini di Pompei, insieme ai turisti che albergavano sul territorio ricevettero il biglietto d’ingresso gratis negli scavi di Pompei e la possibilità di usufruire di una visita notturna gratuita. Inoltre l’istituzione di una festività civile nella data del 24 agosto agevolerebbe il processo d’integrazione dalla memoria della città antica con quella della città “nuova” che non ha spento ancora la candelina del primo secolo di vita. L’iniziativa della ricorrenza civile potrebbe essere anche finalizzata a promuovere ancora di più l’impulso dell’economia turistica del territorio, che deve procedere di pari passo con la fase di restauro e valorizzazione dell’area archeologica avviato con fondi nazionali ed europei. Sono previsti oltre a grandiose opere di messa in sicurezza anche forme innovative di accoglienza civile e percorsi naturalistici che possano arricchire il senso culturale delle visite turistiche e, perché no, anche le tasche di tanti operatori che a vari livelli e ordine di grado contribuiscono a mantenere in piedi, conservare e valorizzare un patrimonio dell’umanità unico nel suo genere e sicuramente irripetibile nel tempo. MARIO CARDONE