A cura della Redazione
Pompei. Protesta contro la "deportazione" dei cani randagi Una protesta vibrante contro la “deportazione” di cani stabiesi è partita dall’ex direttore della prevenzione dell’Azienda Sanitaria Locale, Luciano Scatola, attualmente direttore dell’associazione benefica “Fiocco Azzurro”. “A fine mese i 155 cani di Castellammare, condannati all´ergastolo senza colpe, da Torre del Greco, saranno deportati in altra struttura vesuviana”. Denuncia Scatola, chiamando alle sue responsabilità l´amministrazione comunale di Castellammare di Stabia che, con la scusa della spending review, durante il mese di luglio ha frettolosamente bandito ed espletato una gara per l´affido temporaneo del servizio di ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi e/o morsicatori per cinque mesi. Alla fine, con la scusa di risparmiare qualche euro, i poveri animali che erano abituati alla stessa struttura di accoglienza subiranno il trauma di essere trasportati altrove. “Tra cinque mesi, qualora il nuovo canile non avesse la documentazione in ordine o avesse superato il numero dei posti disponibili, cosa accadrà?”. Si chiede legittimamente Scatola, che denuncia che il bando di gara del Comune stabiese appare anomalo perché non è stata richiesta una cauzione né la presentazione preventiva della documentazione a corredo della offerta. Inoltre non si spiega un incarico limitato a cinque mesi che parte nel mese di agosto, e la gara è stata bandita dal settore Ambiente mentre la competenza e della Sanità. Scatola sostiene che la procedura adottata è in contrasto con le varie leggi e circolari statali e regionali che chiedono innanzitutto la tutela del benessere degli animali. Parte alla fine un accorato appello al sindaco di Pompei, Nando Ulianp: ”Signor sindaco, tutte le promesse e progetti in favore degli animali, sbandierati in campagna elettorale, che fine hanno fatto? E´ questo il modo di proteggere gli animali, già vittime di tante atrocità, commerci e pratiche illegali?”. Parte inoltre dall’ex dirigente della sanità locale un appello al Dipartimento di Prevenzione della ASL Na 3 Sud che dovrebbe vigilare su queste pratiche. “Dove stanno i vari dirigenti veterinari della Sanità animale e del Benessere animale che avrebbero dovuto dare un parere preventivo sulla gara e avrebbero dovuto intervenire nel controllo dell’applicazione delle più elementari norme che proteggono gli animali?”. MARIO CARDONE