A cura della Redazione
Pompei. Fondo Maiuri, il sindaco: "Tanto rumore per nulla" Francamente in una città che, al di là della notorietà internazionale, rischia nei fatti di sprofondare, per un terzo del territorio, nel fiume Sarno, se gli Enti competenti non fanno presto a mettere in sicurezza tutta l’area fluviale, sorprende che il primo cittadino trovi tempo (in pieno mese d’agosto) per tornare sulla polemica del presunto sfratto al “Fondo Maiuri”, che ha ricavato dalla vicenda esclusivamente un’enorme pubblicità gratuita, considerato che prima poche persone sapevano della sua esistenza. L’ultimo comunicato sindacale che torna sull’argomento richiama la famosa commedia di William Shakespeare “Molto rumore per nulla” per illustrare la tesi del sindaco: ”Si continua impropriamente a parlare di sfratto che, in realtà, non c’è mai stato – ha spiegato Uliano -. Il Fondo occupa quasi completamente il secondo piano del palazzo comunale, mentre l’Ente paga più di 25mila euro di fitti mensili per dare collocazione ad altri uffici che potrebbero trovare posto a Palazzo de Fusco”. Un concetto ribadito a più riprese dal sindaco Uliano, che ha avuto la sfortuna, in questa vicenda, d’imbattersi sull’ondata di ritorno rispetto al clima precedente ostile alla cultura. Ora c’è chi potrebbe trovare ammissibili (tra gli opinionisti a tutti i livelli) eventuali tagli alla mensa scolastica o ai sostegni sociali pur di non “sfrattare” la biblioteca archeologica dal secondo piano di Palazzo de Fusco. “Lì dov’è il fondo non è tutelato - spiega ancora il sindaco Uliano -. Proprio perché ne riconosciamo il valore siamo consapevoli che il secondo piano del Comune non è adatto, perché non è accessibile a cittadini e studiosi. Inoltre manca di sistema di sorveglianza”. Uliano spiega che il Fondo merita una collocazione più idonea e rivela di avere individuato diverse soluzioni alternative. Da’ appuntamento a Pappalardo a settembre per presentargli un ventaglio di proposte. La soprintendenza archeologica di Pompei propone una collocazione interna alla sua struttura museale, ma Uliano è intenzionato a mantenere la biblioteca archeologica al centro della Pompei moderna. “È volontà dell’amministrazione di Pompei creare un museo con reperti archeologici. Quale migliore collocazione potrebbe desiderare l’Università Suor Orsola Benincasa per la sua biblioteca? Nel frattempo, il fondo resta dov’è, nonostante la “lettera di sfratto””. Annuncia Uliano. Pace fatta, quindi, tra Comune ed Ente universitario. E´ finita che Uliano ha fatto un passo indietro (anche se provvisorio). Resta on piedi qualche perplessità. La gente comune commenta “Speriamo che non si spendano più soldi pubblici di prima sottraendo fondi ai lavori pubblici urgenti ”. Da parte sua il ceto intellettuale si chiede: ”Quando sarà la volta della biblioteca comunale?”. Il paradosso è che mentre il “Fondo” di uno studioso ha trovato posto nel Palazzo, i libri della biblioteca della comunità locale giacciono a marcire in chissà quale scantinato. Altro argomento è che nel dibattito civile non c’è stato il contributo dell’Arcivescovo Tommaso Caputo. MARIO CARDONE