A cura della Redazione
Pompei. Progetto Democratico resta sul piede di "guerra" Che senso aveva per la maggioranza politica di Palazzo de Fusco regalare (almeno) due voti ad un esponente di minoranza nella votazione dei componenti della commissione elettorale, atto finale del tumultuoso consiglio comunale del 21 luglio? La domanda è legittima. A maggior motivo se lo chiedono gli esponenti della lista “Progetto Democratico”, considerato che a subire “l’imboscata” in consiglio comunale è stata la giovanissima Marika Sabini. A prima vista l’operazione politica assume il profilo del paradosso, in quanto sembrerebbe che sono state inutilmente complicate le cose. Se è vero che c’è stato uno scambio di favori tra Andreina Esposito e gli amici di Uliano (la prima avrebbe votato Dino Sorrentino per la presidenza dell’assemblea, ricevendo “l’aiutino” necessario ad inserirla in commissione elettorale, soffiando il posto alla legittima aspirante di maggioranza), a cosa sarebbe dovuto servire questo pseudo complotto se non ad esasperare gli animi dei tre “scomodi” consiglieri di maggioranza, nella speranza (forse) di liberarsi di loro fin dalle prime battute? Riflettendo ex post sulla vicenda i casi sono due: o gli autori del “complotto” sono troppo ingenui o, al contrario, sono troppo furbi. In primis, se Andreina Esposito aveva in animo, fin dall’inizio, una larga collaborazione con Uliano e compagni, tanto valeva scoprire le carte immediatamente. Vale a dire ufficializzando il passaggio in maggioranza fin dalla prima seduta. E’ vero che la professionista prestata alla politica (anche se non è la sua prima volta) aveva annunciato inizialmente autonomia di schieramento, ma ha finito poi con l’assumere un comportamento che ha conferito ai due primi scrutini di consiglio comunale dell’era Uliano un basso profilo che si poteva evitare (forse è stata mal consigliata). A questo punto, però, hanno assunto fondamento le accuse gridate in aula alla maggioranza, durante il consiglio comunale mentre, al contrario, un allineamento politico trasparente su posizioni condivise sarebbe passato per mero trasformismo, che ai nostri giorni è il sale della politica. Per quanto riguardo Progetto Democratico, il trabocchetto, se c’era, al momento non ha funzionato. “Il nostro elettorato ci ha votato nello schieramento che ha vinto la maggioranza, per cui resteremo al nostro posto fino alla fine, chiarendoci all’interno riguardo ai problemi”. In poche parole, è probabile che a Uliano toccheranno altri bocconi amari che lui dovrà inghiottire con un sorriso, commentando “anche questa è democrazia”. Pippo Sabini, il coordinatore della lista della periferia sud di Pompei ha, a sua volta spiegato: ”Siamo stati sempre leali. Abbiamo sempre votato da parte nostra esponenti della maggioranza. Non abbiamo nulla da chiarire. Al contrario sono loro - ha soggiunto, riferito ai fratelli-coltelli - che devono spiegare agli elettori come mai nel secondo scrutinio hanno regalato due voti (almeno) all’opposizione”. MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2