A cura della Redazione
Pompei. Scavi, patto per rispettare i tempi del Grande Progetto Non è stato semplicemente un atto formale dinanzi alle telecamere ed ai flash delle macchine fotografiche. La firma tra il Commissario Ue Johannes Hahn, il ministro Dario Franceschini ed il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Graziano Del Rio, dell’action plan sul Grande Progetto Pompei (GPP), ha rappresentato una svolta organizzativa imposta dal vertice per dimostrare all’Europa che l’Italia ha cambiato registro. Nel salone dell’Auditorium di Pompei, il sottosegretario Del Rio ha annunciato, a nome del Governo Renzi, la buona notizia che riguarda l’accettazione della sfida sul rispetto dei tempi concordati. Le strutture ministeriali s’impegnano a recuperare i ritardi che fino ad ora si sono accumulati, rispetto alla data prefissata di fine anno 2015, termine ultimo per terminare i lavori, in riferimento alla spesa delle risorse finanziarie (105 milioni di euro) del piano d’azione, che è stato illustrato dal sovrintendente archeologo Massimo Osanna e da alcuni suoi collaboratori, relativamente alla qualità ed alla tecnica degli interventi di restauro e di messa in sicurezza nelle varie regiones e singole domus. Da parte sua il direttore generale del progetto, Giovanni Nistri, ha parlato degli obiettivi, delle responsabilità, delle verifiche e delle scadenze. Sono state previste misure che riguardano il rafforzamento delle Commissioni di gara, la responsabilizzazione del Rup e delle figure professionali lungo la filiera esecutiva e dei controlli in itinere, il dimensionamento del rapporto tecnico progettuale, l’aumento dei turni di lavoro ed il monitoraggio continuo. Considerato che il Grande Progetto Pompei è stato avviato nell’aprile del 2012, il percorso attuativo deve essere realizzato (prendendo come riferimento il 31 dicembre 2015) in tre anni ed otto mesi. Un periodo relativamente breve se si considera che il parco archeologico di Pompei misura complessivamente 62 ettari (scavati per due terzi) e conta 1.500 domus. Il Commissario Hahn ha annunciato che la sua struttura opererà costantemente al controllo del rispetto dei tempi per individuare i “colli di bottiglia” (le strozzature) dei procedimenti che sono le cause dei ritardi e del rallentamento dei restauri, in modo da assicurare una pressione costante dell’opinione pubblica nel raggiungimento degli obiettivi entro i termini prefissati. Hahn ha annunciato che farà parte della nuova commissione europea e che ha intenzione di chiedere al neo presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, di continuare a curare il dossier Pompei (attaccamento all’archeologia e all’ambiente, o semplice curiosità di vedere come va a finire?). Il Ministro dei Beni Culturali Franceschini ha parlato del valore dell’impegno che si sottoscrive, delle nuove e fresche risorse umane assunte, a disposizione del Grande Progetto Pompei, e del principio secondo cui l’Europa deve mettere al centro dei suoi programmi la cultura come punto di forza, capace di fungere da volàno dell’economia continentale. Interessante l’annuncio di alcune iniziative “turistiche” da parte del soprintendente Osanna. Saranno aperti nel parco archeologico alcuni punti d’incontro culturali dove i visitatori potranno osservare reperti antichi e ricevere informazioni storiche e visive di varia natura. Anche il museo temporaneo d’impresa, in fase di costruzione al piano terra del Comune, riceverà reperti degli scavi di Pompei da esporre ai visitatori (iniziativa destinata a trovare molto consenso nel ceto commerciale del centro moderno). Il Governatore della Regione Campania, Stefano Caldoro, ha ricordato che oltre al progetto intra moenia c’é anche quello extra moenia, che riguarda l’accoglienza, le infrastrutture ed i trasporti locali. Argomento che si prefigge l’incentivazione all’economia locale. Ma di questo aspetto, ha replicato Del Rio, se ne parlerà in una prossima occasione. MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2