A cura della Redazione
Pompei. Scavi, continua lo stato di agitazione sindacale Dovrebbe essere convocata una nuova assemblea sindacale agli scavi di Pompei domenica 22 giugno, per proseguire poi nei quattro giorni successivi. Le conseguenze, nei termini di danno materiale al turismo, a causa dell’apertura dei cancelli con tre ore di ritardo, sono quelli che tutti conoscono. Per la cronaca, sono circa venti anni che si susseguono, nelle stagioni a maggior afflusso turistico, le convocazioni di assemblee sindacali a giornate continue. Esse hanno all’origine una vecchia vertenza mai risolta completamente tra i custodi degli scavi di Pompei e la direzione del Ministero dei Beni Culturali, dove si passano il cerino acceso tra il livello inferiore di soprintendenza archeologica e quello superiore di direzione generale del Ministero. I custodi degli scavi archeologici di Pompei ritengono di aver conquistato, a giusto titolo, una gratifica speciale rispetto agli altri colleghi a causa di una svariata serie di motivi derivanti dal più gravoso impegno presso gli scavi di Pompei. Il primo dei quali è dovuto alla mancanza di riposo settimanale perché differentemente dagli altri monumenti nazionali gli scavi di Pompei aprono anche il lunedì. Altre numerose differenze (orari e lavoro in giornate festive come ferragosto, Natale Capodanno, primo maggio ecc.) mettono i dipendenti degli scavi di Pompei su un piano privilegiato rispetto agli altri colleghi. Situazione che viene riconosciuta ad intermittenza dal Mibact per una serie di motivi, per cui si assiste spesso all’imbarazzante spettacolo del rimbalzo di responsabilità tra i due livelli di competenza ministeriale mentre sul fronte opposto pare che nel corso della loro sacrosanta vertenza sindacati e custodi trascurano l’aspetto più importante della vicenda: il fatto che si tende oggettivamente a svalutare (forse senza rendersene conto) l’immagine sul piano turistico internazionale di un sito archeologico che rappresenta un unicum nel suo genere. Registriamo in questi giorni, sul fronte della vertenza sindacale in atto, una nota del soprintendente archeologo Osanna ai sindacati ed ai suoi superiori del Ministero, nel chiarire che si è concluso il suo compito, quasi a precisare: “Ora tocca a voi pagare gli arretrati”. Dal canto loro I sindacati aziendali degli scavi di Pompei hanno incassato la solidarietà dei membri della Commissione Cultura del MoVimento 5 Stelle, che li hanno incontrati ascoltandone le esigenze e impegnandosi a sostenerne le iniziative occupazionali, a beneficio anche del turismo. MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2