A cura della Redazione
Pompei. Scavi, tentativo di furto alla domus di Trittolemo Questo pomeriggio, è stato sorpreso all’interno degli scavi archeologici di Pompei uno straniero mentre tentava di staccare alcune tessere di un mosaico della Casa di Trittolemo. Parliamo di una domus che è stata aperta da poco al pubblico, dopo il restauro avvenuto a tempo di record per l’inaugurazione del ministro dei Beni culturali Franceschini, il 17 aprile scorso. Non si è capito bene, per quanto riguarda l’autore del gesto criminale, se si trattava di un ladro di opere d’arte, di uno squilibrato o di un vandalo. Del resto non è la prima volta che i turisti stranieri rientrano nei loro Paesi con pezzi d’affreschi, parti di stucchi o copie di statue degli scavi archeologici di Pompei. Auguriamo che questa incivile tradizione si sia chiusa definitivamente. In ogni caso l’uomo, che non è stato ancora identificato perché sprovvisto di documenti, è stato condotto al locale posto dei carabinieri e successivamente trasferito nella caserma militare del centro per l’interrogatorio e l’identificazione. A prima vista, secondo il personale di custodia degli scavi di Pompei, dovrebbe trattarsi di un ucraino di età media. La domus con l´affresco della Lupa che allatta Romolo e Remo, quella di un parente del poeta Lucrezio, e quella con due atri, due peristili e un´ala di rappresentanza e giardini sono i gioielli restaurati che sono stati inaugurati dal ministro dei Beni e delle attività culturali Dario Franceschini nella sua prima visita a Pompei. Parliamo delle domus di Marco Lucrezio Frontone, Romolo e Remo e di Trittolemo. Nello specifico, la domus di Trittolemo, situata difronte alla Basilica e confinante col Santuario di Apollo già nel II sec. a. C., era una sontuosa casa a due atri e due peristili, composta da un settore di rappresentanza e da uno privato. Presenta atrio tuscanico pavimentato da un battuto di scaglie di marmo con al centro l’impluvio; tramite due gradini si passa direttamente nel peristilio con dodici colone rivestite di stucco rosso e bianco. Sul portico del peristilio si aprono gli ambienti di rappresentanza, di cui uno si presenta come un’ampia sala con affreschi di IV stile con quadretti di amorini intenti in varie occupazioni. Della decorazione del triclinio faceva parte il celebre affresco di Trittolemo che dà il nome alla casa. MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2