A cura della Redazione
Pompei. Contrada Mariconda, bomba carta durante comizio M5S Molto spavento tra i manifestanti e i curiosi ma, fortunatamente, nulla di grave (nel senso che non ci sono stati feriti) nella contrada di Mariconda. Mercoledì sera è stata lanciata una bomba carta nella direzione di un comizio elettorale rionale organizzato da esponenti pompeiani del MoVimento 5 Stelle, che stanno ultimando il loro tour in vista delle elezioni amministrative del 25 maggio. Il frangente al momento ha creato solo molto spavento ma nessun danno. La cosa importante è che non ha dissuaso dalla loro iniziativa i giovani attivisti (e candidati locali) del M5S dal continuare nella persuasione politica e nel coinvolgimento dei residenti alle problematiche locali. Loro (i grillini) affermano che portano avanti l’azione di propaganda elettorale con forte dispendio di energia fisica, considerato che hanno a disposizione scarsi mezzi economici. Si va avanti “alla garibaldina”, come si diceva una volta, considerato che, come gli stessi riferiscono, hanno fatto di necessità virtù perché è noto che il M5S ha rinunciato ai contributi elettorali statali. A Mariconda, durante il comizio, erano presenti agenti delle forze dell’ordine (Polizia di Stato e Polizia Municipale) che successivamente hanno rassicurato i politici di fede stellata che non avevano corso alcune pericolo: il petardo era stato lanciato da un ragazzo per una bravata, senza alcune intenzioni ostili. Sicuramente è questo il motivo di un gesto incontrollato. Và detto, allo stesso tempo, che è consuetudine consolidata e conosciuta, a Pompei, la politica del controllo politico sistematico delle aree di periferia da parte di soggetti molto conosciuti, che si spostano abilmente da uno schieramento all’altro in occasione delle elezioni amministrative con lo scopo preciso di conservare la poltrona nella stanza dei bottoni del Palazzo. Il sistema di gestione del consenso è, purtroppo, spesso quello della clientela e del voto di scambio. Troppo spesso c’è nelle contrade la totale chiusura verso ogni forma di propaganda elettorale “di diversa matrice” che arriva dall’esterno. Qualche volta, anche con atti intimidatori. Probabilmente quello di Mariconda non è un caso di questo genere ma c’è da augurarsi che episodi di lanci di bombe carta nel corso delle pacifiche adunanze politiche non debbano ripetersi per l’avvenire, anche a dimostrazione della crescita civile dei residenti del territorio. MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2