A cura della Redazione
Pompei. Gli "scissionisti" con Sandro Staiano Il bello della politica è che, piaccia o non piaccia, ogni giorno le cose possono cambiare radicalmente. E’ il caso di Staiano, ex primo cittadino degli anni ´90, candidato a sindaco dalla cordata dei cosiddetti “scissionisti”. Ieri ha dichiarato che non aveva alcuna intenzione di ritornare in politica per motivi professionali. Oggi gli altri personaggi con tesoretti di voti, che sedevano al suo stesso tavolo nello stesso istante in cui ha ricevuto la telefonata d’intervista, hanno sostenuto l’esatto opposto. Alla luce dei fatti pare che abbiano ragione i secondi. Come ho annunciato in anticipo, è proprio l’imponderabilità la parte entusiasmante della politica, perché tutto il resto è noia. Ritornando al centro vesuviano, se le cose proseguono su questo verso potrebbe prefigurarsi un o.k. Corral tra due avversari storici (dati i precedenti si potrebbe parlare anche di nemici). Tutti ricordano il ricorso frequente alla carta bollata contrastata da strumenti di altra natura. “Politica vintage” secondo la moda, in pieno clima di prima repubblica, dove il nuovo, se l’elettorato si ostina a cercarlo, è rappresentato dalla Padulosi che non parte senza peccato originale (leggi D’Alessio- Sommese). Estremo rimedio sarebbe il ricorso al “sindaco boy scout”, che promette rinnovamento generale a parte lui medesimo. Il quadro si va giorno per giorno arricchendo di outsider accompagnati da liste di promettenti sconosciuti. Giocano sulla stanchezza degli elettori che potrebbero desiderare qualche faccia nuova. Dovrebbe tornare in campo il centrodestra e potrebbe essere la “prima volta” del Movimento Cinque Stelle. Concludendo sulla notizia del giorno: “l’operazione Staiano candidato a sindaco”, non si può abbandonare l’argomento senza citare l’iniziativa decisiva di Serrapica che ha fatto di tutto perché il leader della sua cordata fosse “persona sua”. Un’antica strategia che funziona ancora. Sulla sua recente storia politica si potrebbe scrivere il romanzo “Love story con D’Alessio”. L’incipit parte dagli entusiasmi istituzionali fino al flop dell’ampliamento della Superplastic, per concludere sui nefasti ultimi giorni amministrativi che è meglio non rinvangare. Il dolore più crudele a d’Alessio, Serrapica lo ha però inferto (se è vero quello che si dice) alleandosi con i consiglieri comunali che sono stati gli autori dello scioglimento del consiglio comunale. Tornando alla metafora della love story, il Nostro, si sarebbe comportato come la moglie (o amante) che tradisce non appena vengono a mancare gli alimenti. MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2