A cura della Redazione
Pompei. La variante di riqualificazione del cimitero Arriva nella fase esecutiva, con deliberazione del commissario prefettizio, il progetto di ampliamento e riqualificazione del cimitero di Pompei. Prevede la costruzione di nuovi loculi autofinanziati dagli assegnatari. Ma non si chiudono le polemiche partite con l’iniziativa della giunta D’Alessio, anche se risulta che sono state parzialmente recepite le istanze “storiche” avanzate in seguito alla pubblicazione del bando di assegnazione. Se da una parte è vero che è stata parzialmente recepita dall’Amministrazione comunale di Pompei la proposta che fu a suo tempo avanzata dal consigliere di minoranza Alberto Robetti, di mettere a scelta dell’utenza oltre ai loculi in vetroresina (più costosi) che sono tuttora alla base del progetto, anche gli ossari (di dimensioni ridotte rispetto ai loculi), insieme all’opportunità di diversificare la loro tipologia costruttiva in funzione della localizzazione. Con il progetto di variante, deliberato in fase esecutiva dal commissario prefettizio Aldo Aldi, si è inteso, in sintesi, mettere in campo la riqualificazione del cimitero di Pompei in due lotti di lavori pubblici. Il primo riguarda la ristrutturazione e l’ampliamento di un’ala della struttura, mentre il secondo attiene alla costruzione privata di nicchie a cura del Comune. Con la variante, i loculi lungo il muro ovest del cimitero nuovo sono stati eliminanti, come da progetto attuale, e sostituiti da ossari grandi, piccoli e cinerari, costruendo in questo modo 132 ossari di misura più grande (cm 160 x 70) oltre a 60 ossari piccoli (cm 75 x 70) insieme a diciotto cinerari (misura cm 75 x 70). Il tutto realizzato in conglomerato cementizio armato. E’ prevista, inoltre, nella revisione del progetto la realizzazione di 512 loculi, di cui 246 in vetroresina posizionati lungo i porticati del cimitero nuovo e 270 prefabbricati in c.a.v. posizionati negli spazi vuoti del cimitero vecchio. Un ventaglio di offerte (parliamo purtroppo di estreme dimore) che va incontro ad ogni esigenza economica per la sistemazione del caro estinto. E’ inoltre previsto che i venti ossari (non più loculi), da assegnare in base ad una graduatoria alle famiglie più bisognose di Pompei, siano pagati dal Comune e non dai privati assegnatari di loculi. Non si dichiara ancora soddisfatto Robetti, che chiama in causa l’Ufficio Tecnico (VI Settore). «Non capisco il motivo della spesa inutile per i contribuenti di assegnare ad uno studio tecnico la verifica del progetto», attacca Robetti, annunciando che a giorni incontrerà il commissario prefettizio a cui chiederà che gli ossari vengano arredati con luci e portafiori. In ogni caso, resta una pregiudiziale di massima importanza: si deve riaprire il bando di assegnazione dei loculi perché è radicalmente cambiato il quadro dell’iniziativa del Comune di Pompei. MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2