A cura della Redazione
Pompei. Elezioni segretario regionale Pd, strascichi polemici “Molti nemici molto onore”, sentenziava un noto personaggio politico del secolo scorso. Se le cose stanno così, non c’è dubbio che l’ex vicesindaco Ferdinando Uliano ha onore da vendere, considerato il fatto che non passa giorno senza che riceva "frecciatine" polemiche. Questa volta è toccato al professor Allaria, un maestro del bisturi prestato alla politica, che si è cimentato su una tematica di correntismo, interno al Partito Democratico, dove a livello locale hanno misurato le loro forze gli amici di Renzi contro quelli di Letta. Allaria esulta a nome degli alleati Pd della coalizione elettorale di cui fa parte (ad onor del vero non lo abbiamo mai visto molto appassionato alla politica del Partito Democratico) per l’affermazione locale della neo segretaria regionale del Pd Assunta Tartaglione con il 60 per cento dei consensi su 881 voti validi complessivi. Allaria elogia i componenti del ceto dirigente del Partito Democratico di Pompei per l’immagine positiva che hanno dato alla città: di compattezza, forza e democrazia. Bisogna leggere, però, fino in fondo il documento a firma di Allaria, redatto sotto il simbolo del partito di Renzi, per capire dove intendeva parare subito dopo il preambolo: una pacca sulla spalla ai “residuati” dell’era bassoliniana (avevano chiesto le Primarie per il candidato a sindaco) che non sono riusciti ad ottenere nell’elezione del segretario regionale oltre l’8 per cento dei consensi, dimostrando di avere scarso seguito. Segue alla fine il richiamo ufficiale a Ferdinando Uliano che entra, nome e cognome, nel documento di partito post congressuale per ricevere un attestato pubblico “d’incoerenza politica” per aver cambiato opinione frequentemente. Viene riportato un lungo elenco di esempi in cui l’ex vicesindaco ha rivisto la sua posizione. Va precisato che da bravo boy scout, Uliano ha sempre mantenuto la parola data ma i suoi cosiddetti “compagni” di partito che gli sono “rivali” nelle elezioni amministrative dimostrano di non apprezzare (per esempio) il suo comportamento successivo alla campagna delle Primarie a favore di Matteo Renzi quando, in occasione delle successive elezioni politiche, si pronunciò a favore del candidato locale della lista per Fini. Allo stesso modo, ai suoi “compagni” è sembrata strana l’alleanza (in queste ultime Primarie regionali Pd) tra Uliano ed il giovane Alfano, che lo ha sostituito nel ruolo di vicesindaco nella giunta D’Alessio. MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2