A cura della Redazione
Pompei. Crisi in Ucraina, manifestazione in piazza B. Longo “Pace in Ucraina. La nostra gente vuole far parte dell’Europa”. Domenica 26 gennaio questo slogan di protesta è stato gridato da una moltitudine di migranti ucraini (in prevalenza donne) in piazza Bartolo Longo a Pompei. I manifestanti hanno voluto lanciare da una piazza rinomata in tutto il mondo, un segnale di solidarietà ai propri connazionali che attraversano un momento difficile nel proprio Paese. La manifestazione, organizzata dall’Associazione “Senza Frontiere” che opera a Torre Annunziata dal 2009, ha voluto essere di supporto alla crisi politica e sociale di milioni di cittadini ucraini che in questi giorni protestano nelle piazze del proprio Paese chiedendo le dimissioni del governo del presidente Viktor Yanukovyc, e la fine della repressione violenta della democrazia interna da parte delle forze di polizia. Lo scopo della manifestazione di Pompei organizzata con bandiere, alto parlanti, megafoni, cineprese e riprese fotografiche, è lanciare un appello di solidarietà agli italiani ed agli altri cittadini dell’Unione Europea. E’ per questo motivo che colf, badanti, baby sitter, giardinieri e lavoratori migranti accolti nel comprensorio vesuviano, che ogni domenica sono soliti assistere alla messa, recitata in madre lingua, presso il Santuario della Madonna del Rosario, hanno fatto le cose per bene chiedendo un regolare permesso al locale commissariato di polizia. “Avremmo voluto fare la nostra manifestazione sul sagrato del Santuario ed avere la benedizione dell’Arcivescovo Caputo – hanno dichiarato i manifestanti –, purtroppo entrambe le richieste non sono state accordate”. Hanno spiegato, ma non si sono dati per persi accontentandosi di manifestare sull’altro lato della piazza, cosa che ha fatto pensare a qualche pompeiano che si trattasse dell’ennesima manifestazione contro l’amministrazione comunale. I pompeiani sono rimasti, in un secondo momento, ammirati da tanto amor di patria tra inni nazionali, sventolii di bandiere, costumi tradizionali e discorsi in madre lingua. Alla fine di un articolato discorso una signora bionda, di statuaria prestanza fisica, si è fatta il segno della croce ed ha dato inizio alla recita del Padre Nostro. Gli organizzatori dell’evento hanno condannato l’uso della violenza da parte della polizia ucraina a Kyiv, ed esortano le autorità governative ucraine a rispettare le libertà civili. MARIO CARDONE Twitter: mariocardone2