A cura della Redazione
Pompei. Il Principe Emanuele Filiberto agli Scavi Una due giorni a Pompei di Emanuele Filiberto, erede di Casa Savoia. Mercoledì 20 novembre negli Scavi di Pompei, il successivo giovedì è stato ricevuto dal sindaco Claudio D’Alessio al Comune, dove il Principe è stato insignito dell’onorificenza di Ambasciatore di Pompei nel mondo. Purtroppo l’evento della cerimonia di conferimento dell’onorificenza al Principe di Savoia è stato offuscato dalla notizia dell’incidente che ha scaraventato due donne (madre e figlia) nel fiume Sarno in piena. Entusiasti i commenti di Emanuele Filiberto nella visita degli Scavi di Pompei, dove a fare da “cicerone” c’era l’oramai mitico Mattia Buondonno, che ha un carnet di tutto rispetto in materia tra presidenti di Stato, ambasciatori, celebrità dello spettacolo e scienziati che sono arrivati in visita ad un monumento che, nonostante tante polemiche, con due milioni e mezzo di visitatori resta il più frequentato d’Europa da turisti eccellenti ma anche da persone comuni. “Qui è un sogno – ha dichiarato Emanuele Filiberto -. E´ sbagliata la tendenza in Italia a intervenire in emergenza». L´erede di Casa Savoia ha avuto parole di elogio anche all’incontro con il sindaco D’Alessio, quando ha ricevuto la pergamena di Ambasciatore di Pompei nel mondo (le inventa proprie tutte D’Alessio a riguardo). La due giorni di Emanuele Filiberto ha previsto una visita agli Scavi nell´area dell´anfiteatro, con uno sguardo alla Palestra, il Foro Boario, la via dell´ Abbondanza, la casa dei Casti Amanti, il Termopolio di Vetutio Placido, le Terme Stabiane, il Lupanare fino al Foro. «E´ un magnifico sogno che si realizza - ha commentato Emanuele Filiberto - E´ la prima volta che ho visto gli scavi archeologici di Pompei di cui avevo sentito solo raccontare. Degli scavi si parla sempre con grande curiosità, e di recente si sente parlare di un certo degrado, ma va considerato che si tratta di un´area molto vasta e non di un singolo monumento. Ho potuto vedere graffiti, pitture e mosaici in buono stato. Si tratta della nostra storia e bisogna farne buona pubblicità anche all´estero. Negli ultimi anni la tendenza generale per un po´ tutti i monumenti d´Italia è stata quella di intervenire solo in emergenza e non in maniera ordinaria, mentre sarebbero auspicabili pochi restauri, ma costanti e regolari». MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2