A cura della Redazione
Auto nel fiume Sarno, Don Vincenzo Sanzone: «Precise responsabilità» “E’ una tragedia annunciata”. Tuona l’anziano parroco di Messigno, ora relegato alla meno estesa parrocchia di Fontanelle, contro il sindaco D’Alessio e l’amministrazione comunale di Pompei. “Il tragico evento accende i riflettori su un mortale incidente che poteva essere evitato. Non è un solito fatto di cronaca ma una tragedia annunciata - spiega Don Vincenzo Sanzone in una lunga e circostanziata lettera di denuncia che ha inviato alle Autorità del territorio –, l’incidente non consiste in una fatalità ma in precise responsabilità”. A Pompei tutti sono a conoscenza della dura battaglia, purtroppo persa, che il dinamico sacerdote ha combattuto contro l’amministrazione comunale di D’Alessio (ma anche con le precedenti) per difendere la sua periferia abbandonata, dove è arrivato giovane ventenne e vi ha trascorso tutta la vita che ha dedicato al bene della comunità locale. Ora don Vincenzo è tornato sulla scena più gagliardo e combattivo di prima. Ha le carte in regola per chiedere il conto e dichiarare: “Avevo previsto tutto in anticipo. Non mi hanno ascoltato”. Intanto il movimento Alternativa pompeiana, che annovera tra le sue fila un consigliere comunale d’opposizione, ha organizzato, per questa sera (venerdì 22 novembre) una fiaccolata nel centro di Pompei per sensibilizzare l’opinione pubblica sullo stato di estremo pericolo del territorio che si trova a sinistra del corso del fiume Sarno, a partire dalla via Ripuaria dove si è verificato il ferale incidente in cui presumibilmente hanno perso la vita Nunzia Cascone e la figlia Anna Ruggirello. Erano già state ventilate, il giorno stesso della tragedia, le prime polemiche sulla pericolosità della strada, ricordando che l’automobile è precipitata nel fiume perché non ha incontrato, dopo l’urto, una barriera valida che ne ostacolasse la caduta. Sul territorio insistono molti Enti, a cominciare da quello preposto alla tutela del bacino del fiume, il Consorzio di Bonifica ed il Genio Civile che, insieme agli Enti territoriali (Regione, Provincia e Comune) brillano per un giornaliero scarica barile sulle responsabilità di cui la povera gente che vive sul territorio paga le conseguenze con le malattie, gli incidenti stradali, gli allagamenti, senza considerare la mancanza di considerazione. Per quanto riguarda le responsabilità addebitate all´amministrazione comunale, il sindaco D’Alessio le ha energicamente respinte al mittente fin dal primo momento parlando di sciacallaggio contro chi, secondo lui, istigherebbe l’opinione pubblica senza un giustificato motivo perché, come scritto in un comunicato ufficiale, il tragico evento sarebbe la conseguenza del sinistro stradale della violenta collisione causata da un’automobilista proveniente dal versante opposto che, non fermandosi allo stop, a velocità sostenuta, portava l’auto, su cui viaggiavano madre e figlia, a precipitare nelle acque del fiume Sarno, in piena a causa del mal tempo. “Quando saranno recuperati i corpi delle vittime e si potrà fare l’autopsia si saprà quale è stata la causa della morte delle due nostre concittadine - ha precisato il consigliere comunale De Gennaro -. Solo allora sapremo la causa della loro morte. Da quel momento toccherà alla magistratura vagliare il peso delle responsabilità che sono in campo”. MARIO CARDONE Twitter: @mariocardone2 Don Vincenzo Sanzone, parroco della periferia di cui fa parte il territorio che ha fatto da tragico scenario all´incidente mortale di cui parla in questi giorni la stampa nazionale, è arrivato giovanissimo sacerdote nella periferia a sud di Pompei, figlia di un dio minore perché regolarmente dimenticata dai politici che si sono susseguiti sulle poltrone amministrative e degli Enti che dovrebbero tutelare il territorio. Sembrava sconfitto, Don Vincenzo. Invece si sbagliavano. E´ tornato alla ribalta, purtroppo, dopo il ferale incidente di cui parla l´Italia intera per additare severamente i responsabili con il suo "L´avevo previsto e non mi hanno ascoltato" . Siamo stati nel tempo testimoni della battaglia che Don Vincenzo ha condotto (purtroppo per qualche tempo lasciato solo). Ora ci compete testimoniare la sua rivincita morale. Don Vincenzo ha inviato una lettera alla Direzione del TG Campania, che di seguito pubblichiamo. (mario cardone) Sono Vincenzo Sanzone, ex parroco di Messigno-Pompei. Ho appena visto al telegiornale, oggi venerdì 22 novembre ore 14:00, il servizio sulla tragedia di Pompei-via Ripuaria-fiume Sarno. Ho immediatamente richiamato la Direzione per far sentire la mia voce di ex parroco per 26 anni. Colgo l’occasione di questo tragico evento per sottoporre alla sua attenzione la possibilità di accendere i riflettori su questa tragedia che poteva e doveva essere evitata. Non vorrei che passasse come il solito fatto di cronaca ma come tragedia annunciata, non causata da fatalità ma da precise responsabilità. La tragedia ha toccato una periferia volutamente abbandonata dagli amministratori. Il sottoscritto è intervenuto più e più volte, sia privatamente, sia pubblicamente, per scongiurare i pericoli in questo maledetto incrocio di via Ripuaria, suggerendo l’installazione di un semaforo per regolare il traffico in questo punto estremamente pericoloso, dove si sono verificati molti incidenti, come l’ultimo di qualche giorno fa di tre ragazze finite nel fiume, ma fortunatamente salve. Non sono stato mai ascoltato e appoggiato perché voce contro corrente e quindi fastidiosa e da isolare. La periferia, purtroppo, è stata sempre, ed è tutt´ora, considerata composta da persone di serie B o C. Non è possibile che una ragazza ventenne, alle sette di mattina in macchina con la mamma per essere accompagnata al treno per raggiungere l’università, debba chiudere la sua esistenza con una morte atroce e brutale per colpa di amministratori totalmente assenti sul territorio e sui problemi della periferia. Non è giusto, è inaccettabile far passare questa tragedia come fatalità. Il sottoscritto pensa che ci siano precise responsabilità, e quindi bisogna intervenire con urgenza per evitare altre tragedie. Essendo stato per ventisei anni sul territorio sento forte il dovere, come ho sempre fatto, di farmi sentire, di alzare la voce per denunciare una situazione vergognosa ed inaccettabile. Se riterrete, come spero, di darmi ascolto, avrà finalmente la possibilità di raccontare fatti e non chiacchiere come i nostri politici amministratori che non hanno a cuore il bene dei cittadini. Grazie e buon lavoro.