A cura della Redazione
Pompei. Scavi, il ministro Bray: «Esempio di buona politica» La cultura, per il ministro dei Beni Culturali Massimo Bray, è un bene comune e Pompei è il simbolo del suo rilancio. "La cultura come bene comune e come diritto fondamentale dell´individuo. Da questo ci siamo mossi - ha dichiarato il ministro del governo Letta - definendo il decreto valore-cultura”. La cultura è intesa come dovere di trasmissione di valori verso coloro che verranno dopo di noi. “Per questo - ha proseguito Bray nel suo comunicato - dobbiamo tornare a pensare ad un futuro per il nostro Paese come impegno da assumere muovendo dalla cultura". Lo ha dichiarato in sede di replica al Senato, a conclusione del dibattito sul decreto cultura che ´´vuole avere un significato di attenzione alla storia d’Italia´´. ´´Per questo - ha spiegato il ministro - il decreto segna un percorso ben preciso che parte dal rilancio di Pompei volto a farne il simbolo delle buone politiche che il Paese sa attivare nei confronti degli obblighi di tutela e valorizzazione di uno dei patrimoni più importanti e straordinari del mondo´´. A proposito degli interventi di restauro e messa in sicurezza in corso di Pompei, Bray ha ricordato che un piano della legalità è stato già attivato su Pompei, coordinato dal prefetto, e che solo pochi giorni fa ha creato le condizioni per un blitz delle forze di polizia volto a scovare eventuali procedure prive della necessaria trasparenza. "La governance degli scavi archeologici di Pompei - ha spiegato ancora Bray - è stata pensata nel rispetto delle competenze della Soprintendenza autonoma di Pompei e del Comitato guida", un organo di staff che dovrà essere composto di dirigenti ed esponenti qualificati del Ministero, venti elementi in tutto in posizione di staff del direttore generale, che avrà la responsabilità di rendere operativo in tempi accettabili il Grande Progetto Pompei. Nello stesso tempo parte il progetto di valorizzazione delle aree esterne rispetto ai siti Unesco di Pompei, Ercolano e Castellammare di Stabia, valorizzandone le aree esterne ed il territorio “cuscinetto” proiettato verso lo sviluppo turistico. "Il progetto Pompei - ha spiegato, appunto, il ministro - non riguarda solo il sito archeologico, ma l´intero territorio, e la volontà del Governo è fare di Pompei una destinazione di eccellenza del turismo italiano, mostrando la capacità di tutelare uno dei più importanti siti culturali del mondo". Ora l’attesa maggiore è per la nomina del direttore generale, prevista entro 60 giorni dall’approvazione del decreto legge. Dovrà collaborare in futuro con il sovrintendente di Pompei ,ma il suo compito sarà soprattutto quello di far procedere gli appalti in tempi ragionevoli assicurandone nel tempo legalità, trasparenza e collaudi a regola d’arte. MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2