A cura della Redazione
Controlli della DIA agli scavi archeologici di Pompei Altro controllo della Direzione Investigativa Antimafia (siamo complessivamente al terzo) negli scavi archeologici di Pompei. L’ispezione delle forze dell’ordine mira a certificare che non ci siano nominativi di pregiudicati tra i lavoratori delle società edili che stanno eseguendo i lavori di restauro e ristrutturazione nelle domus dove sono state recentemente appaltate le opere di messa in sicurezza nell’ambito del “Grande Progetto Pompei”, con uno stanziamento della Comunità Europea di 105 milioni di euro. Si tratta complessivamente di circa venti operai edili che sono stati controllati dalla DIA di Napoli che, nei controlli nel parco archeologico di Pompei, hanno operato in sinergia con Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Gli ispettori hanno controllato il libro del personale per estrapolare le generalità degli operai delle ditte che lavorano nella casa delle Pareti Rosse, quella di Sirico e la Casa del Marinaio. Con un riscontro interno sarà verificato se non ci sono affiliati alla camorra tra le maestranze che sono all’opera a Pompei. Il tutto mentre nell’ambiente della direzione di Villa dei Misteri riprende quota il timore di nuovi crolli a causa delle piogge annunciate nei bollettini meteorologici dei prossimi giorni. La soprintendente per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, Teresa Elena Cinquantaquattro è «ottimista» sulla tenuta degli scavi in occasione delle piogge autunnali. «Continuo a ripetere - ha detto la soprintendente - che da più di un anno sono partiti i lavori per il Grande Progetto Pompei. La Soprintendenza ha fatto i bandi per i lavori per oltre 30 milioni di euro di risorse europee per la messa in sicurezza di tutta la città antica, il cui restauro richiede i suoi tempi perché l´area archeologica è vastissima. Ma il fenomeno dei cedimenti si è molto rallentato negli ultimi tempi, grazie alla manutenzione». D’altra parte va anche ricordato che non sempre c´è lo zampino del maltempo dietro i cedimenti. Alla fine pare che finalmente, con le sue dichiarazioni, la Cinquantaquattro condivida il concetto che al di là del pericolo rappresentato dalle piogge autunnali, l’intervento più efficace risiede nella manutenzione ordinaria. Intanto nei prossimi giorni arriveranno a conclusione tre bandi di gara del Grande Progetto Pompei. Si tratta, nello specifico, delle gare d’appalto per la messa in sicurezza della Regio VII dell’area archeologica, della Casa di Paquio Proculo e di Sacerdor Amandus e, infine, l’appalto per il restauro della Casa della Fontana Piccola. Questi interventi impegneranno complessivamente altri 5,2 milioni di euro di fondi già stanziati dall’Unione Europea e dal Governo nazionale per il Grande Progetto Pompei. MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2