A cura della Redazione
Pompei. Roghi nella periferia sud della città Il mese di settembre è ogni anno il peggiore per quanto riguarda gli incendi abusivi nell’area sud di Pompei, collegata da un cavalcavia al centro storico della città, dove è sita la piazza centrale con il Santuario della Beata Vergine del Rosario. Detto cavalcavia passa sopra la rete delle Ferrovie dello Stato e l’autostrada Napoli-Salerno, ed arriva alla riva sinistra del fiume Sarno. Sono però i vasti terreni, in parte incolti, altra parte coltivata, a destra del famigerato fiume-cloaca ad essere i più imperversati da incendi, che producono vasta emissione di diossina nell’aria. Un gas letale irrespirabile, specie per i bambini, le persone anziane ed i disabili. Molte le proteste dei cittadini residenti nell’area, che è diventata progressivamente semi urbanizzata man mano che sono stati costruiti i parchi urbani di via Aldo Moro ed i caseggiati sparsi (che sono però numerosi su tutto il territorio). La verità è che permane una tacita tolleranza da parte delle Istituzioni nei confronti dei roghi di sterpaglie che in autunno vengono estirpate dai terreni messi a coltura. Vale a dire orti o piantagioni industriali come serre di fiori o piante da giardino (palme). Gli agricoltori hanno l’abitudine di fare cumuli delle sterpaglie agli angoli dei propri terreni agricoli per darvi fuoco a fine giornata. Operazione che un tempo (fino ad una decina d’anni fa) non comprometteva la salute della gente del posto, soprattutto perché la zona era scarsamente abitata ma principalmente perché prima non si faceva come adesso, perché di questi giorni prevale la cattiva abitudine di mettere al di sopra del cumulo della sterpaglia giornaliera i sacchi di plastica contenenti immondizia della giornata. Da questo incivile modo di operare, ne deriva la costruzione di numerosi falò abusivi (almeno una decina al giorno) che compromettono seriamente la salute delle persone in un’area dove, a causa dell’inquinamento del Sarno, già sono numerosi i casi di cancro, allergie e malattie respiratorie. Altro problema da non sottovalutare è costituito dal dato che la repressione di tale forma di illegalità (accensione di roghi con danni ambientali) non appare essere al momento una priorità nell’intervento delle forze di polizia, vigili del fuoco e guardie ambientali, per cui molti si lamentano che le loro denunce (fatte a mezzo telefono e che dovrebbero comportare l’intervento immediato per beccare i malfattori in flagranza di reato) cadono nel vuoto. MARIO CARDONE TWITTER: @MARIOCARDONE2