A cura della Redazione
Pompei. elezioni comunali 2014, prime manovre e strategie Partono a Pompei le prime manifestazioni politiche in vista delle elezioni amministrative della primavera 2014. Il sindaco Claudio D’Alessio, al secondo mandato, è obbligato a restare in panchina. Un dato che rende più interessante la disputa per partire candidato a primo cittadino di Pompei in una coalizione politica che punta a vincere le elezioni. L’intenzione di fondo sarebbe quella di aggregare ambienti e ceti sociali diversi. Altro motivo è quello di raccogliere spunti per l’elaborazione del programma elettorale. I partiti tradizionali hanno perso di consenso. Stanno ricevendo successo, invece, le componenti che puntano ad aggregare le categorie (come quella dei commercianti) o le frazioni territoriali della città. In verità, fino ad ora c’è stata solo ostentazione di muscoli, nel senso di dimostrare (o far credere) ai probabili avversari politici di turno di avere un nutrito seguito. Più che stilare i programmi si citano gli esempi di Amministrazioni che hanno ricevuto il riscontro favorevole dei propri elettori. E’ il caso di Vincenzo De Luca, più volte acclamato sindaco di Salerno, del compianto sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, noto per le battaglie a difesa della legalità del territorio. Recentemente il Forum delle Associazioni, che oramai non fa più mistero di voler dar luogo ad una costellazione di liste elettorali che rappresentino le rivendicazioni delle diverse aree territoriali pompeiane, ha incontrato con interesse il presidente della circoscrizione di Scampia, Angelo Pisani, fondatore alle ultime elezioni politiche di una lista elettorale contro Equitalia. Per farla breve, la partenza dei vecchi protagonisti della politica è prudente, e di volti nuovi non se ne vedono. D’Alessio resta fermo per non compromettere i numeri della sua maggioranza. Al momento l’unica politica praticata è quella di allargare i contatti e sondare i pareri della gente. Ma nomi e programmi precisi nessuno ha intenzione di metterne in piazza. Siamo fermi in una fase di pretattica, in cui chi dice che ha intenzione di candidarsi a sindaco lo fa per disorientare gli avversari di domani, mentre con quelli di ieri già sta stringendo alleanze. I gestori di bar e ristoranti sono gli unici che si consolano di questi tempi perché si prospettano incrementi degli affari. Partono conferenze con vassoio e cene ristrette tra i protagonisti della politica. Primi passi per sondare il terreno. Ma per vederci più chiaro bisognerà aspettare la fine dell’estate. MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2