A cura della Redazione
Pompei. Presunto abusivismo edilizio, sindaco condannato in primo grado Una sentenza della seconda sezione penale del Tribunale di Torre Annunziata, nelle persone dei magistrati Maria Autieri (presidente), Fernanda Iannone (giudice) e Pacia Cervo (giudice), ha dichiarato il sindaco di Pompei Claudio D’Alessio (foto), Carmine Lo Sapio (dirigente provinciale del Partito Democratico), Rosa Matrone (imprenditrice), Andrea Nunziata (dirigente tecnico del Comune di Pompei) e Ivan Tomio (ex impiegato dell’ufficio tecnico di Pompei attualmente in pensione) colpevoli del reato loro ascritto (che sarà spiegato nella motivazione che sarà depositata tra 90 giorni). La stessa sentenza ha condannato Claudio D’Alessio e Carmine Lo Sapio alla pena di un anno di reclusione, Rosa Matrone alla pena di anno uno e quattro mesi di reclusione, e Andrea Nunziata ed Ivan Tomio alla pena di dieci mesi di reclusione ciascuno. Gli imputati sono stati condannati al pagamento delle spese processuali. Inoltre sono stati sanzionati con la pena accessoria di un anno d’interdizione dai pubblici uffici. La sola Rosa Matrone è stata interdetta dai pubblici uffici per un anno e quattro mesi. Pena principale e pena accessoria sospese per il sindaco, Lo Sapio, Nunziata e Tomio. Assolti Luigi Abagnale, Antonio Milano e Paolo Rosa (all’epoca componenti della commissione ambientale). Si tratta del primo livello di giudizio su una questione amministrativa collegata alla costruzione abusiva di una piscina sul retro delle ville di proprietà di Carmine Lo Sapio e della cognata Rosa Matrone. Una vicenda annosa su cui si sono intrecciati argomenti di diritto, di urbanistica e di politica amministrativa. La commissione d’accesso ha parimenti dato indicazioni per il superamento della stessa, ma evidentemente ci sono stati disguidi, omissioni o trasgressioni nelle procedure amministrative che sono venute dopo. Bisognerà verificare. Il caso francamente non è molto chiaro sulla base del solo dispositivo di sentenza. Lo sarà tra 90 giorni, all’atto del suo deposito con la motivazione. Solo allora sarà possibile conoscere con chiarezza le responsabilità imputate dal collegio giudicante ad ogni attore di questa vicenda, a partire dal sindaco di Pompei. E’ probabile che tutti ricorreranno in appello. L’avvocato di D’Alessio si è già espresso in tal senso. In ogni caso questa sentenza è destinata ad influenzare il prosieguo della vita politica del centro vesuviano, dove c’è un sindaco in carica a dieci mesi dalla fine del suo mandato, ed una campagna elettorale che sta partendo proprio in questi giorni, dove immancabilmente l’argomento delle cinque condanne penali di politici, amministratori ed esponenti della società civile eserciterà un peso non irrilevante. MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2