A cura della Redazione
Pompei. Il sorteggio dei posti vendita per il commercio religioso E’ stato rinviato al 20 giugno (ore 18), dal dirigente del settimo settore Venanzio Vitiello, il sorteggio per le diciotto postazioni dove, secondo l’amministrazione comunale di Pompei, dovranno essere ubicati per il futuro i banchi fissi di vendita di souvenir religiosi che una volta erano itineranti. Essi sono principalmente rivolti al commercio con i pellegrini. Ne arrivano a Pompei circa tre milioni l’anno con visite di durata media di 2-3 ore. Al sorteggio procederà, presso l’aula consiliare di Palazzo de Fusco, il dirigente Vitello. Il rinvio della procedura è stato deciso per favorire la formalizzazione di un consorzio tra tutti gli operatori interessati, consentendo un successivo abbinamento dei turni nella gestione dei posteggi in modo da permettere a tutti una presenza nel centro della città nelle giornate più “calde” del commercio religioso, come nei giorni della supplica (due ogni anno, una a maggio, l’altra nel mese di ottobre) . Con una nota del 7 giugno 2013, indirizzata al sindaco Claudio D’Alessio e al dirigente Venanzio Vitiello, i venditori hanno comunicato al Comune di aver concordato gli abbinamenti dei turni di vendita. Nell’ottica di una collaborazione tra Amministrazione comunale e tessuto commerciale cittadino, pertanto, è stato disposto il posticipo del sorteggio al fine di consentire anche la formazione di un consorzio. I siti previsti dall’Amministrazione comunale di Pompei per le postazioni fisse dei banchi di vendita sono tre: piazza Falcone e Borsellino (contestata perché considerata non commerciale), piazza Immacolata e il tratto cieco di via Roma (all’angolo del Santuario della Madonna del Rosario). Problema analogo esiste per la sistemazione dei banchi turistici di piazza Esedra, piazza Anfiteatro e Villa dei Misteri, per le quali sono previste un numero di licenze superiore al numero delle postazioni commerciali. Anche per esse il dirigente Vitiello sta studiando l’occupazione ordinata degli spazi pubblici rivolti al commercio al minuto del settore del turismo archeologico, normalmente considerato più ricco, per cui i bancarellari degli scavi vengono definiti dai pompeiani i parenti ricchi di quelli del centro moderno. Questa distinzione dei gestori di bancarelle tra ricchi e poveri è la madre delle polemiche e gelosie che durano da tempi immemorabili, anzi tendono ad acuirsi anche per le contestazioni alle ordinanze del sindaco, intenzionato a mettere ordine nel settore. E’ stata clamorosa la recente protesta, su queste tematiche, nel corso dell’ultima supplica, quando la città di Pompei è stata tappezzata di manifesti a lutto che hanno annunciato la fine del commercio ambulante. La “parata”, a quanto pare, non è piaciuta al sindaco D’Alessio, che ha aperto un contenzioso giudiziario con i responsabili dell’iniziativa. MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2