A cura della Redazione
Pompei. Una città «vietata» ai disabili, la denuncia di Veglia «Pompei è una città turistica vietata ai disabili». E’ l’amara conclusione di Mario Veglia, presidente dell’Associazione Ciechi di Pompei, stanco per essersi battuto inutilmente in tante battaglie di civiltà a favore della sua categoria e dei tanti disabili che ogni giorno arrivano in visita nella città mariana. L’amara considerazione, per lui, è di non essere riuscito a migliorare l’accoglienza per chi giunge a Pompei (città della pace, della cultura e della fede cattolica) convinto di trovare un ambiente all’altezza del suo prestigio internazionale. Tra le tante battaglie civili intraprese a favore dei più deboli, è famosa quella avviata contro la direzione nazionale di Trenitalia e della Circumvesuviana, perché le quattro stazioni pompeiane non sono dotate di ascensore. Per cui i disabili sono costretti a discendere e risalire le scale che portano ai sottopassaggi per transitare dal primo al secondo binario. Altro discorso, forse ancora più grave, sul piano del funzionamento dei servizi riguarda la tutela di disabili ed anziani quando camminano lungo le strade di Pompei, considerato che i marciapiedi sono invasi, oltre il consentito, da bancarelle, tavolini dei bar, merci ed imballaggi depositati all’esterno dei negozi. Altra nota dolente riguarda i posti di parcheggio riservati ai disabili. «Se un’auto sosta all’interno delle strisce blu, non passano dieci minuti che arriva la multa sul parabrezza - osserva Veglia -. Se le strisce sono gialle (posti riservati ai portatori di handicap) i proprietari delle vetture possono tranquillamente allontanarsi, fare shopping o passeggiare. Difficilmente per loro arriva la sanzione». Il presidente dell’Associazione Ciechi se la prende, poi, anche con il gestore del parcheggio della Chiesa di Pompei, che dovrebbe farsi carico di tenere sempre a disposizione un sufficiente numero di posti auto riservati ai veicoli che trasportano persone arrivate a Pompei per pregare all’altare della Madonna del Rosario, e che hanno difficoltà di spostamento a piedi. L’ultima battaglia intrapresa dal dinamico Veglia riguarda gli spazi riservati agli alberghi per il carico e scarico dei bagagli. Sono stati deliberati dall’Amministrazione comunale per incentivare il turismo alberghiero. Punti di sosta delle automobili che, come spiega la stessa motivazione d’impiego, disciplinata da ordinanza sindacale, devono essere occupati nei pochi minuti delle operazioni di arrivo e ripartenza dagli alberghi. Non si tratta di spazi devoluti al parcheggio delle automobili né tantomeno possono essere considerati di proprietà degli albergatori. Per cui i vigili urbani dovrebbero disciplinarne l’utilizzo, tutelando automobilisti e pedoni, sanzionando la chiusura illegale di quelle aree pubbliche con aste di ferro, catene ed insegne metalliche che creano intralcio al transito delle macchine e delle persone. «Sarà anche questo altro fiato al vento?». Si chiede Mario Veglia, nella speranza che qualcuno dia seguito alla sua nobile battaglia. Perché, se la qualità della vita è scadente per i pompeiani a causa della loro stessa inciviltà, come si può pretendere di richiamare a Pompei il turismo italiano ed internazionale? MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2