A cura della Redazione
Pompei. Piazza Bartolo Longo, la clamorosa protesta dei «bancarellari» Bancarelle listate con manifesti che annunciano la «morte» del commercio ambulante a Pompei, hanno guastato l’atmosfera di festa di una bella giornata di sole nella città mariana. I loro “fratelli maggiori”, gestori degli esercizi pubblici, hanno invece annunciato la «morte» della legalità in riferimento alla sentenza sul centro commerciale “La Cartiera”. La folla di pellegrini che è arrivata per la Supplica dello scorso 8 maggio, si è trovata nel mezzo di una manifestazione di protesta degli ambulanti del centro storico di Pompei verso il sindaco Claudio D’Alessio e la sua giunta. Hanno approfittato della Supplica per dare più risonanza alla loro iniziativa. Lo scopo è di fermare il provvedimento che il primo cittadino di Pompei ha decretato contro i loro interessi, e che prevede il loro trasferimento in piazza Falcone e Borsellino, area decentrata, destinata a parcheggio dei bus dei pellegrini provenienti dalle regioni meridionali. Iniziativa sgradita ai gestori delle bancarelle, convinti che sarebbero letteralmente rovinati se dovessero essere costretti a lasciare le attuali postazioni più vicine al Santuario delle Madonna del Rosario. Recentemente hanno spedito a D’Alessio e compagni una proposta: “Fateci tornare in piazza Bartolo Longo, da parte nostra ci impegniamo a ridurre il numero dei banchi di vendita”. Una richiesta che, a quanto si dice, ha fatto andare il sindaco D’Alessio su tutte le furie. Il risultato è stato esattamente l’opposto rispetto a quello auspicato, con l’accelerazione dell’iter burocratico del trasferimento dei banchi di vendita dalle strade vicino al Santuario alla piazza-parcheggio della periferia orientale. Una volta le bancarelle di ricordi religiosi facevano parte del “paesaggio” di piazza Bartolo Longo. Parliamo di circa dieci anni fa. Poi furono provvisoriamente spostate per consentire i lavori di riqualificazione della piazza in occasione della seconda visita di Papa Giovanni Paolo II. Successivamente il sindaco di Pompei rese definitivo l’assetto della piazza senza le bancarelle. Annunciandone la sistemazione in un’area commerciale dedicata alla vendita ambulante degli articoli religiosi, mentre un’area dello stesso tipo, dove si vendono souvenir ai visitatori degli scavi di Pompei, è sita in prossimità dei tre ingressi al parco archeologico. “Perché non stabilire un unico punto di vendita per gli ambulanti di souvenir archeologici e di ricordi religiosi?”. Propongono i bancarellari del centro moderno, parenti poveri di quelli di Villa dei Misteri. Proposta inaccettabile per il governo di Pompei. MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2