A cura della Redazione
Pompei. Al Pompeilab tre serate dedicate ad Alberto Sordi Al Pompeilab, una serie di tre incontri per ripercorrere la carriera artistica ed alcuni aspetti della vita privata, di uno dei massimi interpreti del cinema italiano, Alberto Sordi. Tutti i giovedì di aprile, a partire da domani (inizio ore 20.30), l´associazione di via Astolelle ospietrà un percorso fatto di immagini, video e testimonianze, incentrato soprattutto sulle pellicole girate da Sordi, non trascurando, però, anche le esperienze radiofoniche e le apparizioni televisive. Sono passati dieci anni dalla scomparsa di Albertone ed, in questi mesi, la sua Roma lo celebra con una serie d’iniziative, che attestano il legame indissolubile della città eterna con uno dei suoi figli prediletti, parte ormai del patrimonio monumentale dell’Urbe. Infatti, è immediato, l’abbinamento della figura di Sordi alla romanità, di cui è stato spesso interprete. Essa, però, non rappresenta il carattere unico e distintivo dei suoi personaggi che, invece, hanno incarnato, in senso più ampio, delle tipologie d’italiano, soprattutto le più deprecabili, espressione di quei luoghi comuni sugli abitanti della nostra penisola che spesso, in realtà, corrispondono al vero. Per sessant’anni Sordi è stato un lavoratore instancabile del mondo della celluloide, delineando, attraverso i ruoli che ha interpretato, quella che lui stesso definirà come “Storia di un italiano”. Durante la sua lunga carriera ha lavorato con mostri sacri del grande schermo, quali Federico Fellini, Vittorio De Sica, Steno, Mario Monicelli, Luigi Comencini, Ettore Scola, Vittorio Gassmann, Silvana Mangano e Monica Vitti, divenendo indiscusso protagonista, di quella indimenticabile stagione del nostro cinema, che porta il nome di “Commedia all’italiana”. All’incessante frequentazione del set, Sordi contrappose la scarsa frequentazione del jet set, restando estraneo alla mondana “dolce vita”, mantenendo il suo privato lontano dai riflettori ed evitando accuratamente rapporti sentimentali stabili, che avrebbero potuto turbare, il suo unico matrimonio: quello con la macchina da presa!