A cura della Redazione
Pompei. Forum dei Giovani, critiche da Cirillo e Garofalo I consiglieri di “minoranza” del Forum dei Giovani di Pompei, Daniele Cirillo e Vincenzo Garofalo, hanno convocato la stampa per venerdì 15 marzo per spiegare perché, secondo loro, l’Amministrazione comunale avrebbe sprecato un’importante occasione per la crescita della società civile di Pompei, penalizzando le nuove generazioni. I due hanno fatto la cose per bene. Sono giunti all´incontro con un ricco dossier a dimostrazione degli impegni presi dall’Amministrazione comunale nel quadro di una precisa direttiva europea, mentre i provvedimenti concreti non sono stati attuati, con il risultato di un nulla di fatto. Cosa doveva assicurare l’Amministrazione comunale ai giovani di Pompei? Una sede e qualche migliaia di euro (quanti se ne spendono mediamente per una sola consulenza) per consentire ai ragazzi di impegnarsi in attività che li coinvolgessero nella partecipazione alla vita civile e sociale di Pompei. E’ quanto si evince dal regolamento del 2011, approvato in Consiglio comunale. Ricordiamo che, all’epoca, dagli scrutini degli organismi sociali uscì dalle urne una nuova forma di parentopoli nata da una mobilitazione politica generale fuori luogo. La conseguenza fu che si affermarono nel Forum gli stessi equilibri politici del Consiglio comunale. In questo modo la classe dirigente uscita dall’urne è di fatto l’erede del ceto politico di maggioranza. Il presidente eletto, Giovanni Maria Starace, era stato candidato alle amministrative per la maggioranza, allo stesso modo che il suo sfidante, Vincenzo Garofalo, lo era stato per la minoranza. Sorprende che a tutto questo sia seguito l’immobilismo quasi totale del Forum dei Giovani di Pompei, con la conseguenza che qualcuno ha potuto pensare che fosse stato fatto apposta per frenare sul nascere un’ingombrante vitalità giovanile o, quanto meno, per risparmiare i soldi che l’amministrazione D’Alessio avrebbe dovuto stanziare per il Forum. E’ quanto si evince dalle conclusioni di Cirillo e Garofalo che, carte alla mano, hanno dimostrato di aver reagito a tutto ciò, chiamando in causa la struttura regionale e nazionale. “L’Amministrazione comunale non ha stanziato un capitolo di bilancio per il Forum per il semplice motivo che non abbiamo mai programmato iniziative – ha spiegato Garofalo –. Il fatto è che non ci siamo mai riuniti. Per questo motivo non abbiamo potuto programmare. Intanto – ha concluso – il prossimo mese di giugno scade il nostro mandato e si dovrà eleggere un nuovo organismo”. E’ la solita storia del cane che si morde la coda. Resta all’intelligenza dei singoli interpretare questo episodio come immobilismo o come scetticismo della classe dirigente di Pompei riguardo al contributo delle giovani leve. MARIO CARDONE