A cura della Redazione
Pompei. M5S: sedute di Consiglio comunale via web Le sedute dei consigli comunali saranno presto sul web? E’ quanto chiede il comitato locale del MoVimento Cinque Stelle al presidente dell´Assise, Salvatore Serrapica, che risponde negativamente all’istanza. Anche se, bisogna segnalarlo, con un ritardo che non gli fa onore. I capigruppo, ha scritto di tutta risposta Serrapica, sono contrari all’iniziativa di affidare a terzi l’inoltro via web delle sedute ufficiali di Consiglio comunale. Sarebbero, al contrario, propensi a trasmetterle, in via del tutto autonoma, sul sito internet gestito dal Comune di Pompei. Sarebbe stato, per questo motivo, impegnato nel compito il vicesindaco Claudio Alfano, incaricato di seguire la realizzazione dell’iniziativa nella sua pratica attuazione. Tutto bene se si arriva ad una conclusione concreta e soddisfacente in tempi brevi. Vale a dire se tra qualche giorno i cittadini potranno seguire i dibattiti del Consiglio comunale da casa, in qualsiasi ora, come avviene oramai in molti centri urbani. Il MoVimento Cinque Stelle, in proposito, ha ritenuto utile fare un’altra precisazione al presidente. «Non possiamo fare a meno di notare tra le righe della vostra risposta - recita la loro nota conclusiva - una non tanto velata sfiducia nei confronti del nostro movimento o quanto meno il timore sull’uso sconsiderato che esso avrebbe potuto fare delle riprese televisive, nonostante il dichiarato impegno di rispettare tutte le norme a riguardo. Teniamo a sottolineare comunque che detto servizio sarebbe stato fornito dal MoVimento Cinque Stelle ai cittadini di Pompei a costo zero. Per questo - concludono i grillini - saremo vigili che l’Amministrazione faccia lo stesso, non assoldando chicchessia per sperperare denaro pubblico». Una bella lezione di stile rivolta ad un’Amministrazione comunale che ha speso notoriamente centinaia di migliaia di euro in consulenze e servizi comunali affidati all’esterno. Ora che la musica è cambiata, i politici locali dovranno adeguarsi se non vorranno essere costretti a passare la mano ad una più adeguata classe dirigente. MARIO CARDONE