A cura della Redazione
Pompei. Il M5S contro il taglio dei platani Si chiama volgarmente cancro rosso il male che ha colpito alcuni dei ventuno platani siti lungo i due lati di via Colle San Bartolomeo, una delle più antiche strade residenziali di Pompei, dove sono ubicati il primo circolo didattico, le ville di parecchi notabili, la Clinica Maria Rosaria, negozi e parchi privati. Il problema, a quanto hanno denunciato i rappresentanti pompeiani del MoVimento Cinque Stelle, che dopo i banchetti sono passati all’iniziativa civile gratificati dai lusinghieri risultati elettorali, è che la ditta di giardinaggio ingaggiata dall’assessore alla manutenzione del verde pubblico, ha tagliato cinque piante sane considerato che il Comune è intenzionato ad abbatterle tutte. L’amministrazione D’Alessio, anche in questo caso, ha ingaggiato un consulente che nella sua relazione ha diagnosticato la malattia di alcune piante secolari. I loro tronchi, a quanto pare, ostacolano la circolazione stradale. Inoltre c’è timore per la situazione di pericolo che si è creata a causa della malattia delle piante, dal momento che un eventuale crollo di una di esse, ha spiegato il funzionario dell’ufficio tecnico alla delegazione Cinque Stelle nel corso dell’accesso agli atti amministrativi, potrebbe investire scolari dell’Istituto pubblico che ha l’ingresso dal viale Colle San Bartolomeo. La delegazione Cinque Stelle si è prodigata nell’iniziativa nel tentativo di salvare le piante residue ma la risposta del funzionario del Comune è stata: mancano i soldi per tentare di curare le piante. Meglio abbatterle e sostituirle con nuovi alberi. Il fatto è, il discorso si può estendere a tutto il verde pubblico di Pompei, che gli antichi platani non sono stati nel corso degli anni oggetto di interventi continui e professionali, per cui le basi hanno assunto dimensioni spropositate mentre le radici costituiscono un ostacolo per i pedoni. La cattiva potatura ha facilitato l’attacco del parassita ed il successivo contagio tre le varie piante. Il verde pubblico, come tutte le attività amministrative, dovrebbe essere programmato e seguito nel tempo da personale esperto. Al contrario prevale l’improvvisazione. In questo l’amministrazione in carica ha seguito l’esempio precedente. Spesso si piantano alberi (attualmente, nelle rotonde, vanno di moda gli olivi) senza la minima conoscenza delle cure successive che saranno necessarie, per cui frequentemente le piante vengono abbandonate al loro destino. E’ evidente lo spreco di risorse pubbliche che ne deriva oltre al danno per l’ambiente e alla salute della gente. MARIO CARDONE