A cura della Redazione
Deiulemar, il processo penale resta a Roma. Insorgono i comitati dei creditori Il processo penale per la bancarotta fraudolenta della Deiulemar resta a Roma. Lo ha deciso la Corte di Cassazione con un verdetto giunto nella serata di ieri. I supremi giudici hanno respinto, dunque, l´istanza di ritrasferimento del procedimento alla Procura di Torre Annunziata, che aveva avviato l´inchiesta. A pesare sulla scelta della Suprema Corte, la presenza tra gli obbligazionisti della compgnia armatoriale di Torre del Greco di un magistrato del circondario oplontino. Non accolta la richiesta della Procura torrese, che aveva eccepito che la titolare delle obbligazioni emesse dalla società fallita è la madre del magistrato, e non quest´ultimo. Una doccia fredda, quindi, per le migliaia di risparmiatori del territorio vesuviano, che avevano investito i loro soldi nella Deiulemar, poi persi a causa del fallimento della compagnia di navigazione decretato dal Tribunale lo scorso 2 maggio. Un crac da un miliardo di euro che ha messo in ginocchio l´intera economia nella città del corallo. Intanto, gli obbligazionisti si organizzano e hanno promosso per domenica 17 febbraio una riunione in piazza Santa Croce. Appuntamento alle ore 17.30. Si dovrà decidere la data della marcia sulla capitale per chiedere maggiore attenzione da parte delle Istituzioni sulla vicenda che ha sconvolto l´esistenza di 13 mila famiglie.