A cura della Redazione
Pompei. Elezioni politiche, Mazzetti (Pd): sorteggio per scrutatori «Diamo una mano a chi non ha santi in paradiso». E’ l’appello che il segretario cittadino del Partito Democratico, Vincenzo Mazzetti, ha rivolto, con un comunicato, al sindaco di Pompei, Claudio D’Alessio, chiedendogli ufficialmente di procedere al sorteggio per la nomina degli scrutatori per le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio prossimi. Una richiesta che, probabilmente, è destinata a cadere nel vuoto perché i politici (a Pompei, come altrove) non hanno nessuna intenzione di rinunciare al tradizionale clientelismo che rappresenta il sistema collaudato per acchiappare i voti, quando toccherà a loro scendere in piazza al fine di riconquistare la poltrona a palazzo De Fusco. Battaglia elettorale che si combatte notoriamente sulla base di favori, tra i quali rientra quello di assicurare a qualche amico la nomina di scrutatore, la cui irrisoria retribuzione rappresenta in ogni caso una “boccata d’ossigeno”, come l’ha definita il bravo Mazzetti. Che ha intenzione, se il sindaco D’Alessio non risponderà positivamente al suo appello, di richiedere ai consiglieri comunali che hanno la tessera del suo partito di dare dimostrazione di buona volontà mettendo in sorteggio il numero di scrutatori loro assegnati, dal momento che notoriamente c’è la spartizione degli incarichi tra i consiglieri comunali di maggioranza e d’opposizione. «Il vento soffia forte sul fuoco dell’antipolitica, il sorteggio dell’incarico di scrutatore rappresenterebbe un chiaro segnale di grande attenzione verso le aspettative della nostra comunità, relegando in secondo ordine le esigenze del potere politico, avvicinando maggiormente l’amministrazione comunale a tutti quei giovani che non hanno le giuste conoscenze per accedere a tale compito», ha concluso Mazzetti. La sua è una battaglia di basso profilo, nel senso che non cambia la sostanza delle cose in un Paese dove regnano sovrani familismo e clientelismo. Ma non è forse dalle piccole cose che cominciano i grandi cambiamenti? MARIO CARDONE