A cura della Redazione
Pompei. Le proteste per il piano di ridimensionamento scolastico E’ partita la contestazione di insegnanti, bidelli e amministrativi del II circolo didattico di Pompei, contro la delibera dell’esecutivo comunale sul ridimensionamento della rete scolastica cittadina. Le direzioni scolastiche di scuola per l’infanzia, elementare e media inferiore passano da quattro a tre. Sarà soppresso il II circolo didattico. Le altre tre scuole diventeranno istituti comprensivi. Significa che a partire dal 2014 avranno una popolazione studentesca composta da bambini d’asilo fino a ragazzi di scuola media. Nello specifico, il I circolo didattico, con sede in via Colle San Bartolomeo, comprenderà la scuola per l’infanzia di via Nolana, la "Salvo D’Acquisto", e "Tre Ponti". L’Istituto "Maiuri" accorperà scuola media e quelle per l’infanzia del campo sportivo, di Mariconda e di Ponte Nuovo. L’istituto comprensivo "Della Corte" risulterà costituito dalla scuola media e dai plessi "Celentano" e "Messigno" (infanzia e primaria). «Decisione illegittima - obiettano i dipendenti del II circolo didattico, riunitisi ieri mattina in assemblea con i sindacati Cgil e Uil -. Il Comune, con la complicità delle direzioni scolastiche, ha creato enormi contenitori che non giovano alla didattica mentre mettono in pericolo i nostri posti di lavoro». L’invito rivolto con una lettera all’Amministrazione comunale (ma anche a Regione e Provincia) è di revocare la delibera contestata. Parte in pari tempo la diffida di portare avanti una decisione palesemente illegittima, anche perché non concordata con le rappresentanze sindacali dei lavoratori. «Non è vero, i sindacati li abbiamo incontrati - ha precisato l’assessore alla Scuola, PAsquale Avino, motore dell’iniziativa -. Anche se non siamo riusciti a trovare un punto d’incontro - ha precisato - abbiamo sentito sull’argomento anche il parere dei dirigenti scolastici. Abbiamo portato avanti il progetto di dimensionamento della rete scolastica di Pompei nell’ottica di ottimizzazione del servizio e di riduzione dei costi». Nello specifico, Avino ha spiegato che la riduzione della popolazione scolastica pompeiana, che conta tremilatrecento scolari, ha obbligato l’amministrazione pompeiana a tagliare una direzione didattica a rivedere le spese. «Abbiamo eliminato il II circolo didattico in quanto sfornito di una sede a norma di legge». Ha spiegato l’assessore pompeiano che, in pari tempo, ha fatto notare che a partire dall’anno prossimo la formula organizzativa dell’istituto comprensivo consentirà agli studenti pompeiani di avere il servizio scolastico sotto casa, perché le nuove classi d’insegnamento di asilo, elementare e media saranno formate sulla base delle domande che partono dall’utenza scolastica. MARIO CARDONE