A cura della Redazione
Pompei. Polemiche sulle cartelle integrative della Publiservizi Cartelle pazze o cartelle arretrate? E’ presto per dirlo. La vicenda che ha colorato di giallo i primi giorni del 2013, a Pompei, è stata esasperata dalla notizie di stampa, secondo cui l’agenzia casertana dei tributi è nel novero di quelle segnalate per la normativa antimafia con informativa atipica della Prefettura di Napoli. Non è, indubbiamente, il modo migliore di partire nel nuovo anno. Ne derivano incredulità e nervosismo da parte della gente invitata da Publiservizi a pagare multe ed arretrati, che hanno fatto nascere il serpentone silenzioso di utenti in fila per avere chiarimenti allo sportello di via Della Salle, con un unico impiegato che fa fronte alla mole di lavoro del rapporto con la “clientela”, intenta ad ottenere chiarimenti sul conguaglio della tassa sulla spazzatura. Le spiegazioni sono fondate su numeri, piante e dati catastali, articoli di legge e calcoli di contributi in base alle aliquote. Il signor Dell’Aquila, impiegato presso lo sportello di Pompei, ha il compito di spiegareai contribuenti pompeiani, sulla base delle comunicazioni spedite dall´agenzia, che le somme richieste derivano dall´incrocio dei dati comunali con quelli del catasto. Alla verifica emergono evasioni fiscali e (nella maggior parte dei casi) dichiarazioni insufficienti rispetto ai dati catastali. E’ chiaro, tanto per intenderci, che l’iniziativa dell’accertamento non è dell’agenzia delle tasse ma deriva da precise direttive dell’esecutivo comunale di Pompei, che ha urgente bisogno di far cassa. Le risposte ai quesiti di chiarimento non sono di facile interpretazione da parte del popolo minuto (contadini, operai, piccoli commercianti, pensionati, ecc.). Ne è derivato un comprensibile stato di agitazione, a Pompei, che ha indotto l’Amministrazione comunale a correre al più presto ai ripari. In primis c´è stata una corrispondenza urgente con la Prefettura di Napoli tesa a chiarire il peso della portata (negativa) dell’informativa antimafia riguardante la Publiservizi, che D’Alessio e compagni assicurano di aver appreso dalla stampa. Riguardo al futuro della Tarsu ed al pagamento degli arretrati, il vice sindaco con delega alle Finanze, Claudio Alfano, ha informato che insieme al sindaco chiederà alla direzione dell’agenzia casertana (ci sarà una riunione in proposito) la migliore assistenza dell’utenza pompeiana insieme alla rateizzazione degli arretrati. A questo punto resta la perplessità di tanta gente per bene di Pompei, abituata a pagare fino all’ultimo soldo anche se costa sacrifici. La domanda è se la storia finisce lì (insieme ad utenti in buona fede, nella rete sono probabilmente caduti furbetti che l’hanno fatta franca per almeno un ventennio), o se ci sono altri scheletri negli armadi. Potrebbe forse essere il caso di verificare gli elenchi dei proprietari di costruzioni abusive che della loro illegalità potrebbero aver fatto un’arma d’evasione. MARIO CARDONE