A cura della Redazione
Pompei. Il sindaco visita la famiglia del marittimo rapito Il sindaco di Pompei Claudio D´Alessio (foto) ha fatto visita alla famiglia di Giuseppe D´Alessio, il giovane marittimo pompeiano rapito dai pirati nigeriani. Il primo cittadino si è intrattenuto per circa un´ora, portando i segni di solidarietà e di vicinanza della città. "Sono persone senza parole, sorprese ed affrante da una sfortuna così grande ed in un certo senso imprevedibile". Ha riferito D´Alessio, ricordando che il padre del ragazzo ogni volta che parlava di lui scoppiava a piangere. "Non ci sono parole per rasserenare due genitori anziani in pena per la vita del figlio", ha proseguito D´Alessio. Il giovane marittimo vive da molto tempo lontano da casa, non solo perché svolge il lavoro di tecnico su imbarcazioni di lunga percorrenza, ma principalmente perché ha messo su famiglia in Argentina dove l´attendono la moglie e due graziose figliolette. Lo Stato argentino ha difatto inoltrato tramite il Ministero dell´Interno la richiesta di trasferimento di residenza. "C´è molta preoccupazione per le sorti del trentenne Giuseppe che per trovare un lavoro si è fatto carico di una vita pericolosa - ha dichiarato il primo cittadino -. Allo stesso tempo la famiglia è fiduciosa nell´iniziativa del Ministero degli Esteri italiano che già in precedenza ha risolto brillantemente casi del genere. Nel caso del rapimento dei tre campani, il Dicastero è ottimista riguardo il risultato finale". Giuseppe, insieme ai due colleghi, sarà probabilmente liberato e tornerà sano e salvo a casa, come è successo in passato per casi simili. La preoccupazione dei familiari è che Giuseppe D´Alessio ed i suoi colleghi sono stati introdotti in uno scenario imprevedibile e condizionato da numerosi fattori esterni. Per il momento la consegna, che la famiglia rispetta con il massimo rigore, è di mantenere il riserbo sulla vicenda. Ogni dichiarazione imprudente potrebbe pregiudicare la trattativa per il rilascio dei tre giovani, campani trattentuti dai pirati nigeriani. Questo è il motivo per il quale anticipazioni sulle iniziative di liberazione in atto non ne sono state fornite al sindaco, così come precedentemente al parroco di famiglia. Ai genitori, le sorelle ed i cognati che risiedono a Pompei non resta altro che sperare. Pregare la Madonna del Rosario, che ha una dote di centinaia di ex voto appesi alle pareti dei corridoi del santuario, per le molte vite di marinai salvate da tragedie di mare. In casa D´Alessio si prega affinché la Madonna faccia tornare Giuseppe sano e salvo, restituendolo all´affetto della moglie e delle sue bambine che aspettano di abbracciarlo nella casa di Buenos Aires. MARIO CARDONE