A cura della Redazione
Pompei. Ansia e speranza per il marittimo rapito Uno striscione in alto al frontespizio della Casa Comunale segnalerà, a partire dai prossimi giorni, il sentimento di solidarietà dell’amministrazione comunale e dei concittadini di Pompei nei confronti del secondo ufficiale motorista, rapito assieme ad altri membri dell´equipaggio, da pirati nigeriani che hanno abbordato il rimorchiatore Asso 21. Per Giuseppe D´Alessio (30 anni) di Pompei, che è atteso in argentina da moglie e due figlie, il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha assicurato un «impegno delle istituzioni massimo e incessante». Dolore e speranza in un miracolo della Madonna del Rosario. Sentimento espresso in un quadro di massimo riserbo, secondo le raccomandazioni della Farnesina ai familiari, a Pompei sul sequestro del marittimo Giuseppe D´Alessio, secondo ufficiale motorista dell´ «Asso 21». Addirittura la famiglia ha pregato il parroco, don Gioacchino Cozzolino, della parrocchia di San Giuseppe, sita in via Aldo Moro, dove i genitori di Giuseppe risiedono in una villetta, di evitare commenti durante l’omelia della messa di Natale. Il riserbo della famiglia è al massimo livello anche se della sfortunata vicenda del trentenne Giuseppe D’Alessio si parla molto a Pompei, dove sono molto conosciute le due sorelle Daniela ed Irene. Il marito della prima, Pino Russo, lavora al Comune di Pompei, in questi giorni di festa si esibisce come maestro dei cori gospel che allietano le festività con cori natalizi. A lui si è riferito il sindaco Claudio D’Alessio per rappresentare a tutta la famiglia (che ha lo stesso suo cognome anche se non si tratta di parenti), i segni di vicinanza dell´intera amministrazione comunale. Gli anziani genitori di Giuseppe risiedono in via Aldo Moro a Pompei mentre il figlio aveva presentato domanda di cambio di residenza per l’Argentina dove lo aspettano la moglie e le due figlie. «Siamo vicini alla famiglia – ha dichiarato il sindaco di Pompei Claudio D´Alessio –. Siamo disponibili per qualsiasi iniziativa che possa facilitare il ritorno a casa del proprio congiunto». Il sindaco ha assicurato che domani si recherà a fare visita alla famiglia del marittimo. Riguardo alle novità sulla sorte del congiunto, vige un secco comunicato ufficiale: “Non ne sappiamo di più di quanto è stato detto in televisione. Nessuna novità né dalla Farnesina né dalla società armatrice. In conclusione la parola d´ordine è «massimo riserbo»". Probabilmente i familiari del D’Alessio hanno qualche notizia in più ma la tengono per loro. Non la rivelano alla stampa. Si limitano a dichiarare che contano sull’intercessione della Madonna del Rosario. «La priorità - secondo i vertici della Farnesina - è l´incolumità dei tre ostaggi». Sulla vicenda è stato attivato anche il console italiano a Lagos. La compagnia di navigazione Augusta Offshore fa sapere che sta collaborando per una soluzione rapida del rapimento. Il sindaco Claudio D’Alessio, contrariamente ad altri colleghi sindaci dei comuni di residenza degli altri due marittimi rapiti dai pirati nigeriani, è stato molto cauto nella sua dichiarazione. “Confidiamo nello spirito d’umanità dei nigeriani che hanno in custodia il nostro concittadino – ha dichiarato –, a noi interessa solo che torni a casa al più presto dalle sue figlie che hanno un grande bisogno del padre". MARIO CARDONE