A cura della Redazione
Pompei. Maltempo e vento, albero cade nel fiume Sarno Un enorme pioppo è caduto nel fiume Sarno a causa del maltempo che sta imperversando a Pompei. Col suo volume intasava il letto del fiume più inquinato d’Europa, mentre la sporcizia che normalmente vi galleggia dentro ha creato una vera e propria barriera allo scorrimento delle acque. E’ stato per questo motivo richiesto l’intervento del Consorzio di Bonifica. Al fine, anche, di evitare il rovinoso straripamento degli effluvi infetti sui due versanti dell’area circostante, con la conseguenza di pericolo per la salute pubblica e le proprietà rurali dei residenti del quartiere, allagando, come è successo tante altre volte in passato, terranei e cantine degli edifici posti sui due versanti esterni al fiume, vale a dire via Ripuaria e via Campo d’Aviazione. Sono stati numerosi nel corso della giornata gli interventi operati d’urgenza dai Vigili Urbani e dalla Protezione Civile a causa delle raffiche di vento che hanno spezzato rami degli alberi e divelto dai muri numerosi tabelloni pubblicitari, che si sono poi abbattuti sulle strade creando allarme da parte della popolazione, che ha temuto per l’incolumità delle persone e delle cose. Riguardo ai quartieri del centro, via Vittorio Emanuele è stata chiusa al traffico per circa un’ora a causa dell’intervento d’urgenza dei Vigili del Fuoco che hanno dovuto mettere in sicurezza la veranda del secondo piano di un edificio privato che pendeva minacciosamente verso l’esterno sulla strada sottostante. Pare che non sia la prima volta che si crea tale stato di pericolo, per cui il proprietario della veranda potrebbe essere sanzionato dal Comando di Polizia Locale per lo stato di pericolo determinato (sotto vi passano ragazzi che vanno a scuola). Inoltre, interrompere il traffico a via Vittorio Emanuele significa deviarlo su un percorso alternativo più lungo. Un corteo di automobili due volte al giorno la attraversa in senso opposto perché vi transitano molti genitori della periferia sud che accompagnano o prelevano da scuola i propri ragazzi. MARIO CARDONE