A cura della Redazione
Boscoreale. Comunali 2013, Giacomo Tafuro candidato sindaco Dopo Giuseppe Balzano, appoggiato da Pd, UdC e IdV, arriva un altro candidato sindaco che parteciperà alle elezioni comunali che si terranno a Boscoreale nel 2013. Si tratta del prof. Giacomo Tafuro, che guiderà una coalizione formata da diverse liste civiche. In un manifesto, in cui presenta la sua candidatura, Tafuro traccia una severa analisi della situazione politica venutasi a creare nella cittadina vesuviana. Partendo dallo scioglimento dell´Amministrazione comunale guidata da Gennaro Langella, «in conseguenza di futili, vergognose e miserevoli lotte di potere condotte da consiglieri, amministratori e "pupari"», scrive Tafuro, fino alla venuta del commissario prefettizio Michele Capomacchia, «verso il quale siamo debitori di un doveroso e sentito ringraziamento per la gestione della città con competenza». «Tuttavia - prosegue Tafuro - non possiamo esimerci dal riflettere sul fatto che un Comune viene commissariato perché non è in grado di esprimere una classe dirigente che sappia amministrarlo». Il candidato sindaco si rivolge soprattutto ai giovani. «La mia - spiega Tafuro - è una interpretazione della politica che li ha affascinati. Per molti rappresento il vecchio, per gli avversari una concezione della politica superata. Per fortuna sono tanti quelli che intendono mettersi al servizio della collettività, ed io, con modestia, sono uno di questi». Tafuro scrive di voler rendere Boscoreale una città vivibile, che aspiri ad avere un ruolo di primo piano nel comprensorio. Ma «soprattutto è necessario togliersi di dosso l´etichetta di paese dormitorio e fannullone». Le parole d´ordine del suo programma elettorale sono «trasparenza, democrazia e lotta agli sprechi». Infine, l´appello ai cittadini di «destra, sinistra e centro: diamoci una mano e tiriamo fuori Boscoreale dal baratro in cui è precipitata». Intanto, la prima battaglia delle civiche che sosterranno Tafuro è incentrata sulla riapertura dell´Ufficio Anagrafe di via Marchesa, chiuso dal commissario prefettizio e trasferito in piazza Pace in ossequio alla spending review. «La periferia della città è stata completamente dimenticata - afferma Tafuro -. Gli Uffici sono stati chiusi senza minimamente ascoltare i cittadini della zona. Ben 4.133 boschesi, al 31 ottobre 2012, si sono recati nei predetti uffici per disbrigo di pratiche amministrative. Non sarebbe stato meglio premiarli? Per questo abbiamo deciso di ricorrere al Tar». La sospensiva verrà discussa mercoledì 21 novembre. DOMENICO GAGLIARDI