A cura della Redazione
C.mare di Stabia. Scandalo Multiservizi, parla Bobbio Ottantatre contestazioni disciplinari notificate nei confronti di altrettanti dipendenti della Multiservizi, la società che si occupa della igiene ambientale a Castellammare di Stabia. Nei giorni scorsi, sono emersi i numeri di un´inchiesta della Procura di Torre Annunziata riguardante l´attività dei netturbini, che più volte avrebbero usufruito impropriamente di "pause caffè" per un totale di oltre 23 mila ore, recando un danno di un milione di euro alla collettività. In pratica, gli spazzini, durante l´orario di lavoro, si fermavano al bar, interrompendo di fatto la loro attività e facendo lievitare in tal modo gli straordinari. Sotto accusa anche i dirigenti che avrebbero dovuto vigilare sulle risorse umane. Diciannove dipendenti sono formalmente indagati dalla magistratura. "“Ho fortemente voluto e altrettanto fortemente sostengo l’iniziativa disciplinare adottata dai manager della società Multiservizi nei confronti dei dipendenti infedeli”, ha commentato il sindaco Luigi Bobbio. “Per i casi più gravi, mi aspetto l’inflizione della sanzione più grave possibile - ha commentanto il sindaco Luigi Bobbio -. Chiedo di essere inflessibili nelle valutazioni disciplinari e nel trarne le relative conseguenze sanzionatorie. Plaudo all’eccezionale lavoro, autenticamente investigativo, condotto in particolare dal direttore generale, dott. ssa Baldassarre, e dal suo staff. Con il manager abbiamo infatti condiviso l’assoluta necessità di andare a scavare in profondità in quello che era subito apparso come uno dei più annosi, e risalenti nel tempo, bubboni di una società, anch’essa come altre, pazientemente costruita nel tempo, sotto le precedenti Amministrazioni, al solo scopo di dare un’occupazione drogata, di alimentare fasce di clientelismo politico ed economico e di creare sacche di gestione politicizzata sia interne che esterne alla società stessa. Questo è stato il malcostume delle precedenti Amministrazioni che nessuno, fino ad oggi, aveva avuto la volontà o in qualche caso la forza per svelare e duramente colpire. Fiumi di denaro pubblico sono stati, quindi, sprecati e distratti a scopi totalmente diversi rispetto al miglioramento dell’efficienza aziendale – ha continuato Bobbio –. La città ne ha gravemente risentito con una qualità del servizio ridicola, della quale – evidentemente – la precedente Amministrazione, così mirabilmente guidata dall’allora sindaco Vozza, si è disinteressata, privilegiando, in maniera assoluta, la sacca di potere clientelare ed affaristico che, per loro, rappresentava la Multiservizi. Il resto sono chiacchiere e il fiume di denunce calunniose e diffamatorie che Vozza e i suoi accoliti hanno rovesciato su di noi, dal 2010 ad oggi, aveva evidentemente il solo scopo, spero senza la connivenza di qualche autorità esterna, di cercare di impedirci di risanare l’azienda migliorandone il servizio e di portare alla luce le loro malefatte politiche e il loro sistema affaristico. Alla fine, vince chi si muove nell’interesse esclusivo dei cittadini, cioè noi. Per questa storiaccia, per la quale attendiamo sempre la valutazioni della Procura di Torre Annunziata, per quanto riguarda l’amministrazione della società e la mia, le conseguenze in termini sanzionatori saranno gravissime, non potendosi lasciare impunite, almeno sul piano disciplinare, le conseguenze di un autentico sistema criminale che ha causato, per un periodo che va dal 1° dicembre 2011 al 1° ottobre 2012, all’azienda e quindi alla città un danno economico complessivo pari a non meno di un milione di euro. Purtroppo, su di noi sono ricadute le devastanti conseguenze in termini di gestione, ma l’opera di risanamento è ormai sostanzialmente compiuta e già da questo mese siamo in grado di donare alla città un sistema di gestione della società e di raccolta differenziata dei rifiuti finalmente all’altezza di un paese civile. È bene però che i cittadini sappiano che il massacro della società era stato così vasto e così profondo che due anni per rimettere a posto le cose sono stati anche pochi. A qualche critico che manifestò le sue perplessità, quando uscì la notizia degli avvisi di garanzia nei confronti dei dipendenti, chiederei senza spirito polemico di riflettere sulla circostanza che una media di 400 ore all’anno, con punte di episodi di un’ora e cinque minuti al giorno, per singolo lavoratore, per una pausa caffè, mi sembrano francamente troppe”, ha concluso il primo cittadino.