A cura della Redazione
Pompei. Area archeologica, controlli delle forze dell´ordine Controlli delle forze di polizia nell’area antistante gli scavi archeologici di Pompei. A farne le spese è stato il micro cosmo di operatori turistici che esercitano l’attività in quella zona. Alcuni di loro evidentemente hanno mancato di attenersi scrupolosamente ai dettami di legge ed alle ordinanze sindacali, per cui sono scattate numerose sanzioni nei confronti delle guide turistiche che, dopo le verifiche di rito, sono risultate prive dell’apposito tesserino regionale. Pari controlli hanno riguardato i banchetti di vendita di souvenir di piazza Esedra. I titolari delle licenze sono tenuti ad esporre sulla giacca l’apposita tessera di autorizzazione al commercio ambulante rilasciata dal Comune di Pompei, per il semplice motivo che è proibito “affittare” ad altri la bancarella. Altri verbali sono stati emessi dai vigili urbani (che si accompagnavano ai colleghi della Polizia di Stato) alle installazioni abusive site in piazza Esedra. Si tratta di qualche chiosco e di qualche gazebo abusivo dove si vendono bibite, caffè ed souvenir. Le strutture in questione sono state trovate prive della prevista autorizzazione da parte dell’ufficio tecnico del Comune. Nel caso di regolarità edilizie nell’area scavi, come nel centro moderno, gli accertamenti sono stati effettuati congiuntamente dalla polizia, assistita dai caschi bianchi pompeiani. Inutile dire che l’impulso d’incentivare i controlli è arrivato dalla Prefettura di Napoli, ma è altrettanto vero che la risposta del Comune è stata immediata ed efficace espandendosi dall’area archeologica alla città moderna, tant’è vero che ad essere sanzionato è stato anche il gestore di un campo di calcetto in un’area comunale della periferia sud. Gli sono state contestate svariaste forme di abusivismo ed irregolarità di legge: un cartello pubblicitario abusivo di enormi dimensioni e l’allocazione nell’area di prefabbricati con l’evidente scopo di creare un ufficio di direzione e degli spogliatoi non previsti dalla struttura sportiva in muratura, che originariamente era utlizzata per il tennis. Anche in questo ultimo caso l´Amministrazione comunale si è dimostrata inflessibile. Circolano voci di un prosieguo di clamorose iniziative di abbattimento di strutture commerciali illegali. MARIO CARDONE