A cura della Redazione
Pompei. Una commissione per la sicurezza stradale E’ ancora poco ma vale meno di niente. L’esecutivo pompeiano ha approvato una delibera che mira a ridurre il costo del contenzioso legale che nasce a causa degli incidenti stradali dovuti al dissesto del tessuto viario, riconosciuto dalla stessa Amministrazione. E’ una problematica atavica. I cittadini sono messi al corrente delle spese che il Comune deve affrontare quando è troppo tardi. Vale a dire, quando sono inseriti i debiti fuori bilancio all’ordine del giorno del Consiglio comunale. Solo in quella occasione si apre il dibattito sul costo che grava sui cittadini dall’avere un manto stradale insicuro ed innumerevoli altre insidie, come la mancanza di marciapiedi, di griglie sui tombini e delle altre misure di sicurezza necessarie a tutelare la sicurezza di automobilisti e pedoni. Ammonta mediamente a 500 mila euro l’anno il danno finanziario complessivo di Pompei derivante dal dissesto stradale. Ciò, nonostante sia stato dato in appalto il servizio di manutenzione delle strade. Ora si punta sulla costituzione di una commissione mista, vale a dire formata da dirigenti e funzionari di quinto, sesto, settimo, secondo e quarto servizio che, attraverso la collaborazione sinergica, analizzi cause ed effetti della problematica e formuli proposte tese al miglioramento del servizio stradale di Pompei. Ne dovrebbe conseguire la riduzione delle richieste di risarcimento danni derivanti dalle cause civili contro il comune di Pompei per "insidie e trabocchetti" sul territorio comunale. La citata commissione sarà presieduta dal dirigente del settimo settore e costituita dai dirigenti dei settori quinto, sesto, secondo e quarto (potranno essere assistiti dai loro funzionari, quello del servizio contenzioso farà da segretario verbalizzante). La commissione mista si riunirà in locali del Comune e durante gli orari di servizio. In questo modo non costerà ai cittadini neanche un euro. Dovrà formulare un piano di interventi che puntano alla sicurezza nella circolazione stradale e negli spazi di uso pubblico (marciapiedi, piazze, arredi urbani, fasce di pertinenza sistemate a verde spontaneo ed ornamentale, ecc.), con la possibilità di intervenire anche sui contratti d’appalto di servizi già in atto (attraverso, ove possibile, una rinegoziazione degli stessi) con le varie ditte esterne incaricate della manutenzione. A questo punto, nella filosofia della spending review, bisognerà in primis prevenire gli incidenti stradali con un’efficace manutenzione. Nello stesso tempo occorrerà ostacolare chi ne approfitta con richieste infondate e/o vere e proprie truffe ai danni del Comune. MARIO CARDONE