A cura della Redazione
Boscoreale. Congresso nazionale della Cisal Scuola Il VI Congresso Nazionale della Cisal Scuola, si è concluso con le votazioni per la carica di Segretario Nazionale. Confermato all´unanimità il Segretario uscente, prof. Raffaele Di Lecce (foto). “Sono orgoglioso di presentare a questo VI Congresso Nazionale un’organizzazione sindacale partecipativa e disposta a dare un nuovo impulso alla nostra linea politico-sindacale assumendo insieme, decisioni che dovranno rappresentare un fattore di coerente continuità e sviluppo a tutti i livelli della nostra Organizzazione Sindacale”. Con queste parole il segretario Di Lecce ha aperto i lavori del VI Congresso Nazionale della federazione Cisal Scuola tenutosi dal 28 al 30 agosto a Boscoreale, presso l’Hotel Imperiale. Sono intervenuti i delegati eletti nei congressi provinciali presenti su tutto il territorio nazionale. Particolare significato ha assunto la presenza della segreteria nazionale della Cisal alla quale aderisce la federazione Scuola, erano presenti il segretario Generale della Cisal Francesco Cavallaro, i segretari confederali Massimo Blasi e Davide Velardi, il presidente del Caf nazionale Mario Miele e il Direttore Amministrativo dell’Università Telematica Pegaso Nuzzo Gavino. Una delle priorità emerse dalla relazione del segretario Di Lecce è stata quella di dare nuovo impulso alla linea politico-sindacale e di attivare sul territorio tutti i processi avviati nella fase precongressuale. “Il nostro incontro con le altre federazioni sindacali”, ha proseguito Di Lecce, “deve avvenire sul terreno di un confronto impegnato e leale, che vuole portare i temi del sindacato fuori dai circuiti abituali, verso i lavoratori e i cittadini che nei confronti del sindacato hanno maturato perplessità e distanze. Se non sapremo superarle, ci esporremmo al progressivo isolamento tipico di ogni corporazione incapace di raccogliere gli stimoli di una società profondamente cambiata nella sua fisionomia generale. Da qui il progetto di rinnovamento della Cisal Scuola. La speranza di un Sindacato che sappia essere interprete del rinnovamento dei rapporti e dei comportamenti sociali, civili, politici ed economici”. Di Lecce ha commentato anche i temi di stretta attualità. “Il protocollo per il Lavoro Pubblico prevedeva che la spendingreview eliminasse gli sprechi e recuperasse l´efficienza, rilanciando gli investimenti nella Pubblica Amministrazione. Si è trasformato, invece, nel pretesto per deprimere qualità e quantità di lavoro pubblico. Continua l´accanimento sui dipendenti pubblici con misure incomprensibili in chiave di risanamento del bilancio nazionale. La Cisal Scuola, pertanto, mantiene il proprio giudizio negativo nei confronti dell´operato del Governo. In merito alla scuola siamo di fronte a soggetti che ignorano completamente il funzionamento dell´apparato scolastico. Le misure del decreto colpiscono i docenti inidonei all´insegnamento per motivi di salute e quelli che per effetto della riduzione degli orari scolastici sono andati in soprannumero. Ciò produrrà inevitabilmente la loro utilizzazione in compiti non adeguati alle rispettive competenze e professionalità. Questo decreto riduce, ma non qualifica la spesa pubblica”. L’attenzione è stata indirizzata, poi, verso i giovani del Sud Italia. “Nel Sud la situazione è particolarmente drammatica. Ben vengano i Concorsi, ma bisogna garantire prima lo svuotamento delle graduatorie ad esaurimento nei prossimi anni. Per questa ragione occorre cambiare le modalità con le quali vengono definiti gli organici garantendo più posti disponibili e una programmazione pluriennale di stabilizzazioni”. A conclusione dei lavori e della brillante affermazione, il neo eletto segretario Di Lecce,ha dichiarato di essere onorato del conferimento dell’importante incarico ricevuto dal congresso, “incarico che va condiviso con tutti, i dirigenti, militanti, lavoratori sia a livello centrale che periferico per l’impegno e la passione che quotidianamente dedicano alla nostra Cisal Scuola per affermare la nostra storia, i nostri valori, ma soprattutto un sindacato libero”. FRANCESCO MANCA