A cura della Redazione
Pompei. Industriali francesi in fuga, le critiche di FLI «Di tutto Pompei aveva bisogno eccetto che dello sterile e puerile teatrino che sta avendo luogo in questi giorni sulle pagine dei maggiori quotidiani italiani all’indomani della fuga degli industriali francesi che, nonostante la convenzione sottoscritta in pompa magna con il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, con il presidente degli industriali napoletani, Paolo Graziano, e la presidente dell’Epadesa, Joelle Ceccaldi-Ryanaud, hanno preferito defilarsi nonostante gli impegni presi per strani motivi dovutI alla congiuntura economica mondiale». E´ quanto si legge in una nota del Coordinamento regionale Beni culturali ed archeologici di Futuro e Libertà. «La politica dello scarica barile non coglie la vera problematica per cui gli investitori francesi hanno abbandonato Pompei ai suoi problemi e contraddizioni - prosegue il comunicato -. Il danno notevole d’immagine che investe Pompei, ancora una volta sfregiata e umiliata è causato dall’incapacità sin qui riscontrata nella gestione e nella promozione dell’immenso patrimonio storico, artistico e archeologico avuto in eredità dalla storia, e dagli organi preposti a questo. A ciò si aggiunge l’incomprensione delle grandi potenzialità che il sito archeologico di Pompei ha per l’intera area di pertinenza in termini principalmente di creazione di posti di lavoro e di visibilità delle innumerevoli professionalità territoriali». Futuro e Libertà, nella figura del coordinatore regionale On. Luigi Muro, e del responsabile regionale dei beni culturali e archeologici, arch. Paola Marzullo, tra l’altro presidente del circolo Futuro e Libertà di Pompei “Socialismo e Libertà”, «invita gli organi competenti ad una seria ed approfondita riflessione politica su questo fallimento. Chi ha sbagliato deve assumersi le proprie responsabilità per il bene di Pompei e per l’immagine della regione Campania. Sono necessarie riposte immediate per quegli imprenditori che invece di scappare hanno avuto il coraggio di rimanere con le loro attività nei territori a combattere per la dignità della persona e del lavoro. Futuro e Libertà ritiene che Pompei non abbia bisogno di santi in Paradiso, ma deve puntare sulle numerose e preparate risorse locali, sia professionali, sia imprenditoriali. Bisogna coinvolgere i cittadini nei processi decisionali anche riguardanti il sito archeologico perché è da questo che il territorio ricava la maggior parte del suo sostentamento. Ciò che Futuro e Libertà farà - conclude la nota - è assicurarsi che, finalmente, visto la delicatezza dei processi decisionali da adottare, ci sia l’uomo giusto al posto giusto.